"la scuola fallita"

 

15 Febbraio 2010

 

Comunicato Fidae n. 01/10

 

Il servizio televisivo “La scuola fallita”, andato in onda su RAITRE, il 14 febbraio 2010, per quanto riguarda la “scuola paritaria” è stato dominato dal pregiudizio ideologico e dai soliti vecchi stereotipi statalisti. Pertanto non solo non ha aiutato gli ascoltatori a capire i termini corretti del problema, ma ha montato artificiosamente una polemica con l’uso mistificante di dati parziali e distorti.

Di fronte ad una così patente falsa rappresentazione della scuola paritaria non possiamo non esprimere il nostro più vibrato rammarico in ragione di una serie di considerazioni, delle quali qui ci limitiamo a richiamarne solo alcune con la speranza che il conduttore del servizio citato abbia l’occasione di leggerle, approfondirle e successivamente trarre le conclusioni più appropriate:

1. L’istruzione e l’educazione sono un diritto umano fondamentale della singola persona, che uno Stato moderno e democratico, deve sostenere, promuovere per se stesso, in quanto diritto appunto, indipendentemente dalla natura giuridica (statale o privato) dell’ente erogatore del servizio. Un diritto riconosciuto ampiamente dal diritto internazionale (Dichiarazione Universale dei Diritti dell’uomo, art. 26 dell’ONU)  e dalla Costituzione italiana (artt.2,3,4, 30, 31,33,34);

2. La libertà di scelta educativa è un diritto umano fondamentale della famiglia, riconosciuto dal diritto internazionale (Dichiarazione Universale dei. Diritti dell’uomo, art. 26 dell’ONU; Convenzione internazionale contro la discriminazione nel campo dell’educazione,artt. 4 e 5, dell’UNESCO, Corte Europea sentenza 7.12.1967, n. 26) e dalla Costituzione (artt. 2, 3, 4, 29, 30, 31,33, 34);

3. La libertà di insegnamento è un diritto umano fondamentale, riconosciuto dal diritto internazionale e dalla Costituzione italiana (art. 33)

4. La scuola paritaria, pienamente legittima e legittimata dalla Costituzione (art.33), è, come statuisce la legge 27 del 3 febbraio 2006 e la Legge 62 del 10 marzo del 2000, parte costitutiva ed integrante dell’unico sistema nazionale di istruzione e formazione, e svolge una funzione pubblica e di pubblico interesse;

5. L’origine storica della scuola paritaria precorre di molti secoli  la consapevolezza degli Stati preunitari e dello stesso Stato italiano a dover sostenere il diritto di istruzione ed educazione di tutti i cittadini, inclusi gli appartenenti alla classe popolare, i giovani a rischio e in difficoltà.

 

Richiamati questi principi ed assodato che la scuola paritaria è pienamente legittima e legittimata ad erogare il suo servizio pubblico nell’interesse del bene comune ci limitiamo a trarre alcune conclusioni:

 

1. La scuola paritaria come quella statale svolge una funzione importante di promozione culturale educativa nell’interesse di tutto il Paese; pertanto non è contro o in alternativa alla scuola statale perché entrambe sono finalizzate verso lo stesso obiettivo, rispondono al diritto di istruzione dei singoli e alla libera scelta delle famiglie;

2. La scuola paritaria non solo contribuisce ad ampliare e diversificare l’offerta formativa, a rendere più flessibile,  più articolato e più ricco il sistema scolastico nazionale, ma è anche espressione e garanzia di maggior pluralismo, quindi di maggior democrazia, di maggiore libertà: Pluralismo, democrazia e libertà che sono valori che contraddistinguono e misurano il grado di civiltà di un popolo, e dei quali nessuno dovrebbe avere timore.

3. La scuola paritaria, se finanziata,  non sottrae risorse pubbliche alla scuola statale, perché sia l’una che l’altra, indipendentemente dalla loro natura giuridica, assolvono lo stesso identico mandato per conto della società civile: quello di istruire ed educare i giovani, tutti i giovani senza distinzione in quanto tutti cittadini portatori di eguali diritti e doveri.

6. La scuola paritaria, nonostante svolga lo stesso servizio pubblico della scuola statale, sia sottoposta alle stesse norme ordinamentali, sia tenuta a garantire standard di qualità, abbia uno status giuridico definito puntigliosamente dalla legge 62/2000 e dai suoi regolamenti attuativi non ha il corrispettivo finanziamento pubblico, se non in maniera minima (per la scuola materna e primaria) e in maniera irrisoria per la scuola secondaria di primo e secondo grado. Un finanziamento com’plessivo smisuratamente distante da quello praticato per la scuola statale (calcolabile tra 10/15 volte in meno). (I riscontri possono essere reperiti su alcune pubblicazioni del CENSIS e del MIUR)

7. Questa situazione di mancato finanziamento, e quindi di patente discriminazione tra i cittadini dello stesso Stato, è una violazione del diritto internazionale, della Costituzione italiana, del diritto soggettivo degli alunni e del diritto di scelta educativa delle famiglie. Una situazione già pesantemente condannata da una Risoluzione del Parlamento europeo nel marzo del 1984.

 

Ogni riflessione sulla scuola, che voglia essere scientificamente seria, specialmente se utilizza come proprio diffusore la televisione, dovrebbe soffermarsi non tanto sul finanziamento della scuola paritaria, che è uno pseudoproblema per le ragioni sopra richiamate, quanto piuttosto sulla qualità del servizio erogato dalla scuola statale e/o dalla scuola paritaria. E’ la qualità il vero nodo della questione, l’oggetto di ogni serio dibattito e di ogni iniziativa politica, perché è solo la qualità del servizio che effettivamente assolve il diritto di istruzione ed educazione dei giovani ed è garanzia per lo sviluppo economico, sociale e umano del Paese.

Ma purtroppo, questo tipo di riflessione è rara in Italia, a differenza da tutto il resto del Mondo occidentale, perché si privilegia la polemica per fare audience, oppure lotta politica tra i diversi schieramenti. E’ una scelta al massacro, in particolare oggi, in cui l’Italia si trova sull’orlo di una grande crisi economica mondiale e di una grande crisi di valori e di comportamenti.

E’ la qualità dell’istruzione e dell’educazione, quindi la qualità della scuola, della scuola tout court senza l’etichetta di statale o paritaria, che dovrebbe ritornare ad occupare la scena  nell’interesse di tutti e del futuro di ciascuno.

 

Roma 15 febbraio 2010

 

 

 

La Presidenza nazionale

 

 

 
  FIDAE - Via della Pigna, 13/a - 00186 ROMA - Tel. 06.69880624 - Fax 06.6791097 - infofidae@fidae.it