GIUSEPPE ACONE

La paideia introvabile. Lo sguardo pedagogico sulla post-modernità
Brescia, La Scuola, 2004, pp. 302


Autorevole interprete del personalismo pedagogico contemporaneo, in una linea di ideale continuità con il personalismo filosofico di autori come Mounier e Maritain, G. Acone rivela ancora una volta, in questo suo recente saggio, una particolare sensibilità per i problemi del nostro tempo e la capacità di leggerli con uno sguardo che ne sa cogliere, da una posizione di meta-riflessione critica, i risvolti socio-culturali ma anche le suggestioni ingannevoli. In questa prospettiva l'Autore ripropone e sviluppa, secondo nuove angolature, il tema della paideia, da intendersi - nella sua interpretazione - come «la lettura e la comprensione, il funzionamento complessivo, la strategia e l'orizzonte culturale di una cultura e di un tempo sub specie educationis» (p. 34). E su questo tema intesse un fitto dialogo di rinvii e confronti con voci importanti e autorevoli del pensiero attuale, non solo pedagogico, ma anche politico, sociologico, filosofico, offrendo delle loro tesi una rilettura attenta e puntuale che sfocia talvolta anche nel riconoscimento onesto e disincantato di aspetti che l'Autore non esita a contrassegnare come limiti, contraddizioni, ambiguità.

Mediante una ricognizione fenomenologica e storicistica sulla paideia del nostro tempo, Acone mette in luce i tratti essenziali della difficile transizione dalla modernità alla postmodernità, che egli stesso definisce come «caduta di tutti gli orizzonti fondanti e delle grandi narrazioni (...); crisi della stessa secolarizzazione, quale interfaccia ancora religiosa della forma antropocentrica dell'umanesimo e della laicizzazione etica; politeismo dei valori (...) e connesso relativismo più o meno radicale; slittamento verso il nichilismo (più o meno soft); affermazione del pensiero debole; trascrizione per intero dell’etica in solo diritto (almeno a livello pubblico); tecnica come logos globale dell'unificazione del pianeta (nella forma della globalizzazione); galassia elettronica succeduta alla galassia Gutenberg (pp. 163-164). Si tratta, precisa Acone, di una «crisi epocale», di una «crisi di civiltà» e in particolare di una profonda crisi di senso dell'umanesimo su cui storicamente si è costruita la paideia del mondo occidentale.

Le conseguenze a carico dell'educazione sono - come si evince dal discorso - particolarmente significative. Nella frattura delineatasi tra tecnica e senso - nella quale è possibile cogliere il nocciolo del nichilismo post-moderno - s'innesta quella, altrettanto rilevante, tra istruzione da una parte ed educazione formazione dall'altra, con una forte riduzione del secondo termine del binomio al primo. In tale prospettiva riduzionistica si è smarrita l'idea di una paideia progetto, e dunque di un'educazione intenzionale-riflessa che, lungi dall'essere «un mero accadimento, funzionamento, adattamento (...) sia una possibilità di mettere in gioco un'idea generale dell'uomo, della condizione umana e dell'umanesimo possibile in grado di dare ancora un senso generale alla presenza dell'uomo e alla sua destinazione» (p. 7). Si assiste in definitiva, osserva Acone, ad «una negazione scientista (e biotecnologista) di un'essenza umana condivisa (...) che è negazione di ogni educabilità specificatamente umana» (p. 220).

Si tratta allora di «riconsegnare all'umanesimo pedagogico il suo paradigma di riferimento di trascendenza» (p. 231). In questa linea, l'Autore rilancia ancora una volta, proiettandolo audacemente verso il futuro, il discorso sull'educazione, nella consapevolezza della rilevanza del compito che alla pedagogia generale è stato assegnato, quello di «disegnare un otturo che veda bambini, fanciulli, adolescenti e adulti, in una sorta di attenzione strategica formativa long live, al centro della dinamica culturale riflessa e consapevole e aperta alla salvezza dei valori specifici dell’umanità» (p. 107). Ed è in quest’ampia prospettiva dagli innegabili risvolti etici che il contributo dell'Autore acquista tutta la sua rilevanza propositiva, additando alla pedagogia e all'educazione del XXI secolo sentieri nuovi di «rintracciabilità» e di senso.

Gino Dalle Fratte