Fidae Parità Scolastica Politiche UE

Avvenire: «Fondi Pon, eliminare una grave discriminazione»

La presidente della Fidae Kaladich: «Le nostre scuole sono pronte». 
Missione di De Vincenti a Bruxelles per cambiare l’Accordo con la Commissione europea

Milano. Le scuole paritarie sono pronte a partecipare ai bandi del Miur finanziati con i fondi strutturali europei Pon, non appena sarà modificato l’Accordo di partenariato tra Italia e Commissione Europea. Lo conferma la presidente nazionale della Fidae, Virginia Kaladich, che in queste settimane è stata impegnata in «un’azione corale», con Agidae, Fism e Foe-­Cdo Opere educative, per accelerare i tempi di invio a Bruxelles della richiesta di modifica dell’Accordo. «Siamo in fiduciosa attesa – aggiunge la presidente Fidae – forti della decisione del Parlamento di accantonare i fondi per le nostre scuole con la legge di bilancio. In vista dell’emanazione dei bandi gemelli per assegnare le risorse, le nostre scuole si sono preparate attraverso corsi specifici. Speriamo, insomma, che questa sia davvero la volta buona per eliminare dal nostro ordinamento giuridico un’evidente discriminazione nei confronti delle scuole paritarie. Perché in Italia dal 2000 esiste un sistema scolastico pubblico integrato, ma non c’è ancora una vera parità di trattamento».

Una richiesta di modifica dell’Accordo di partenariato, da inviare alla Commissione di Bruxelles, è stata preparata dai Ministeri dell’Istruzione e della Coesione territoriale. Inoltre, nei giorni scorsi il ministro della Coesione, Claudio De Vincenti, è stato impegnato in una serie di incontri con la Commissione proprio per limare gli ultimi dettagli dell’operazione. Il cui obiettivo è specificare, anche in sede europea, che cosa si intende per “istituzioni scolastiche”. Per l’Europa, infatti, in questo perimetro rientrano soltanto le scuole statali, mentre, come specificato nella richiesta di modifica, la legge 62 del 2000 intende «tutte le istituzioni scolastiche che costituiscono il sistema nazionale dell’istruzione ». Quindi, sia le statali che le paritarie.

Paolo Ferrario

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 Avvenire