Fidae Parità Scolastica

Decreti attuativi “Buona scuola”: Gontero (Agesc) e Kaladich (Fidae), rischio “parità incompiuta e discriminante”

Gli otto decreti legislativi attuativi della legge 107/2015 sulla “Buona scuola” che dovrebbero essere approvati nel Cdm di domani ed emanati entro il 17 aprile devono indicare esplicitamente come destinatarie delle misure sia le scuole statali sia le paritarie, perché entrambe fanno parte del sistema nazionale di istruzione. Lo affermano i responsabili delle associazioni che rappresentano le scuole paritarie di ogni ordine e grado. Il Sir ha raccolto le loro preoccupazioni. Roberto Gontero, presidente dell’Associazione genitori scuole cattoliche (Agesc), sottolinea la necessità che il decreto 0-6 indichi esplicitamente anche le paritarie con riferimento, tra l’altro, a sostegno economico pubblico, poli per l’infanzia, concorsi per le scuole. L’Agesc chiede inoltre l’inserimento delle scuole “paritarie” tra i destinatari del “contributo economico” previsto dallo schema di decreto sull’inclusione degli studenti con disabilità, mentre quello sul diritto allo studio deve indicare come ugualmente destinatari dei provvedimenti gli studenti di scuola statale e paritaria. Riserve sul decreto sull’istruzione professionale che cancella “il principio di sussidiarietà integrativa (e non sostitutiva) con cui era finora previsto l’intervento degli istituti statali nel campo dell’istruzione e formazione professionale”.

Per Virginia Kaladich, presidente della Federazione istituti attività educative (Fidae), è necessario che il decreto sulla formazione iniziale degli insegnanti tenga conto del “fabbisogno delle scuole paritarie di personale abilitato” e preveda che anche questi istituti “possano essere sedi di tirocinio per i docenti che frequentano i percorsi previsti”. Per quanto riguarda gli alunni con disabilità, l’importo annuale riconosciuto alle scuole paritarie per ognuno di loro “rimane del tutto inadeguato: duemila euro non sono certo sufficienti a pagare un insegnante di sostegno. Si tratta di una parità incompiuta e in alcuni casi discriminante”. Infine, “gli interventi di diritto allo studio – tra cui voucher, School bonus, dote scuola, borse di studio – devono essere previsti dagli enti locali anche a favore degli alunni degli istituti paritari”.

Fonte | Agensir.it