Normativa Scuola Cattolica

Kaladich: Osservazioni in merito al reclutamento

Un’attenta analisi del D. Leg. 59/2017 fa sorgere alcune perplessità per quanto riguarda la formazione e l’assunzione dei docenti nella scuola paritaria.

Si riconosce al Legislatore lo sforzo di ovviare ad alcune criticità, prima di tutte il travaso di docenti formati nella scuola paritaria ai ruoli dello Stato; infatti il “doppio canale” ha lo scopo di fidelizzare i docenti che intendono inserirsi nella scuola paritaria. È sicuramente migliorativo il fatto che si potranno assumere a tempo indeterminato docenti senza l’obbligo del superamento del concorso, che li porterebbe ad orientarsi necessariamente verso la scuola di Stato. Inoltre viene prevista una modalità semplificata per l’accesso al primo anno di FIT per i docenti che già insegnano da almeno tre anni nella scuola paritaria e vengono previsti tempi più dilatati per il superamento del primo anno di FIT. E infine, se a regime i concorsi verranno banditi sistematicamente con l’eliminazione delle GAE, non ci sarà più la preoccupazione da parte dei docenti di scuola paritaria di accedere alla prima occasione nella scuola di Stato per timore di un’esclusione definitiva.

Detto questo però permangono delle perplessità e riteniamo doveroso porre l’attenzione su alcuni aspetti che possono portare a conseguenze negative.
1. Il titolo abilitante finora previsto come requisito

per l’insegnamento nel servizio pubblico dell’Istruzione (e quindi sia nella scuola di Stato sia nella scuola paritaria) è da riconoscere come caratteristica personale che precede la scelta professionale e quindi non può essere surrogato da altre modalità che lo sostituiscano.

2. Il “doppio canale” per l’accesso all’insegnamento nella scuola di Stato e nella scuola paritaria, anziché assumere la caratteristica di fidelizzazione del personale di scuola paritaria, comporterà di fatto che alla scuola paritaria accederà solo (o prevalentemente) chi non riuscirà a superare il concorso per accedere alla scuola di Stato, e quindi professionalità di qualità inferiore, per due motivi:

l l’anno di formazione FIT previsto per l’accesso alla scuola paritaria non dà credito per la scuola statale ed è a carico dei singoli soggetti;

l il percorso per l’accesso alla scuola di Stato, oltre a dare maggiori garanzie occupazionali, prevede anche un riconoscimento economico.

A fronte di ciò, convinti che una vera soluzione si avrà solo quando culturalmente ed economicamente sarà superato il divario tra scuola di stato e scuola paritaria che svolge servizio pubblico, chiediamo alcuni correttivi:

1. poiché il titolo di abilitazione è la conclusione di un percorso formativo composto da due elementi: titolo di studio e tirocinio, chiediamo che il tirocinio possa essere svolto in qualsiasi scuola del sistema pubblico di Istruzione e quindi anche in scuola paritaria con riconoscimento economico da parte dello Stato;

2. poiché l’anno di FIT per docenti di scuola parita- ria è estraneo al percorso triennale dei docenti che inseriscono nei ruoli dello Stato e non dà luogo a credito riconosciuto per la scuola di Stato, chiediamo che possa essere gestito dalle Associazioni di scuola paritaria in convenzione con le Università;

3. chiediamo inoltre che, come avviene in ambito internazionale ma non ancora in Italia, il dottorato di ricerca in ambito didattico-pedagogico sia ritenuto titolo equipollente del titolo di abilitazione.

Fonte | Tuttoscuola