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Kaladich su Tuttoscuola: “Legge di stabilità 2017: passi piccoli ma molto importanti verso una vera parità scolastica”

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Dal 2000, in Italia, vige il sistema pubblico integrato composto da scuola statale e paritaria. Ma, oggi, 2017, non c’è ancora, per le famiglie, una piena libertà di scelta della scuola pubblica di cui condividano il progetto educativo senza dover ricorrere ad un impegno economico. una parità incompiuta! è giusto, però, riconoscere i piccoli, ma significativi, passi che si stanno compiendo verso una vera scuola libera, pubblica ed inclusiva. Tra i tanti, sicuramente, quelli sanciti dalla Legge di stabilità 2017. Positivo il fatto che si ponga attenzione, con alcuni provvedimenti, verso la rimozione di ingiuste discriminazioni. è stato raddoppiato, infatti, il contributo sulla disabilità che passa da 12 a 24 milioni; viene creato un nuovo fondo di 50 milioni destinato alle scuole dell’Infanzia; aumentano, anche se in misura ancora poco significativa, le detrazioni scali per le famiglie, che passeranno progressivamente dagli attuali 400 euro (76 di detrazione) a 800 euro (152 di detrazione) nel 2019. Grazie poi ad alcuni emendamenti approvati in commissione, le scuole paritarie riceveranno i contributi statali entro il 31 ottobre, i fondi per l’alternanza scuola lavoro saranno disponibili anche per le paritarie, così come, finalmente, saranno aperti anche ai progetti di queste ultime i fondi PoN (Programma Operativo Nazionale del Miur finanziato dai Fondi Strutturali Europei).

Inoltre chi deciderà di sostenere le scuole (statali o paritarie) con lo strumento dello School Bonus verserà la donazione direttamente all’istituto e non più al Miur (procedura che dovrebbe permettere a tutte le scuole un maggior numero di benefattori). Importante anche l’impegno del Governo a scovare i ‘diplomi ci’ che offuscano e umiliano il vero fare scuola. In questa direzione mi sembra che i passi siano più decisi. Era ora! Tutti segnali che profilano, sul tema della parità scolastica, una svolta culturale facilitante, finalmente, un allineamento del nostro paese ad altri paesi europei.un riconoscimento del valore pubblico della proposta formativa ed educativa della scuola pubblica non-statale.

Il cammino è ancora lungo, ma la direzione imboccata sembra essere quella giusta. Un fatto è certo, no a qualche anno fa, quando si parlava di scuole paritarie era per comunicare o sancire dei tagli. Oggi, finalmente, si intravedono opportunità che puntano a dare dignità di appartenenza ad un sistema di istruzione. Tanti, però, parlano ancora di scuola ‘privata’ e dare soldi ad essa fa gridare ‘giustizia’! Questo evidenzia la non conoscenza di quanto la scuola ‘paritaria’ fa risparmiare allo Stato. Se ne può parlare. Tante le occasioni di confronto che si promuovono per una presa di consapevolezza, anche queste per favorire un cambiamento culturale. La Federazione Istituti di Attività Educative, che associa le Scuole paritarie cattoliche italiane dalla Primaria alla secondaria di II grado, da una parte, riconosce l’impegno e ringrazia quanti, in Parlamento e nel Governo, si stanno adoperando per favorire i passi avanti che si stanno realizzando, dall’altra evidenzia la necessità di un’accelerazione verso una completa ed effettiva parità. Non si può più aspettare! L’affanno di tante scuole paritarie non può concludersi con un soffocamento. TUTTI devono sentire la responsabilità verso queste istituzioni che, in molti casi, sono presenti sul territorio da oltre un secolo, alcune hanno celebrato quattrocento anni di vita. Realtà che, nel corso degli anni, si sono rilette e riproposte alle famiglie con progetti di qualità innovativi e ricchi di valori. Scuole che per realizzare la loro mission investono in formazione dei docenti i quali vivono sulla loro pelle la mancanza di una vera parità. Papa Francesco, il 30 novembre scorso, al termine dell’udienza a cui partecipava la FIDAE, ci invitava a non mollare, ma ad andare avanti. E noi vogliamo guardare al futuro con grande speranza. Intanto speriamo che i piccoli passi previsti dalla Legge di stabilità 2017 si concretizzino. Stiamo attendendo i fondi per l’Alternanza Scuola Lavoro ma anche di poter partecipare ai tavoli di lavoro. Per i PoN rimaniamo in attesa fiduciosi che al più presto ci sia la modifica dell’Accordo di partenariato con l’Europa. Non sono le uniche attese! Tanti ancora i nodi da sciogliere per dare dignità ad un servizio alle famiglie che, ribadisco, devono poter scegliere liberamente l’educazione e l’istruzione che vogliono offrire ai loro figli. Quale strada percorrere per raggiungere la meta? Confronto, concretezza, sinergia, compattezza tra quanti operano quotidianamente perché si realizzi la vera parità. Non sempre è facile, ma la posta in gioco è grande: il futuro delle nuove generazioni. Non molleremo!

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