SCUOLA, FIDAE: LA MUSICA PER EDUCARE AL RISPETTO E PREVENIRE LA VIOLENZA

COMUNICATO STAMPA

Presentato a Roma il nuovo Inno FIDAE «Il futuro siamo noi». Roccella: «La sfida è innanzitutto educativa». Kaladich: «Abbiamo bisogno di una nuova alleanza educativa».

Educare al rispetto attraverso la musica e il canto, rafforzare l’alleanza tra scuola e famiglia e offrire ai giovani occasioni per esprimersi e crescere insieme. Questi i temi al centro dell’incontro «Il futuro siamo noi – La musica come linguaggio educativo nella scuola cattolica», che si è svolto oggi nella Sala del Refettorio di Palazzo San Macuto, su iniziativa dell’onorevole Martina Semenzato, Presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio, nonché su ogni forma di violenza di genere.

L’appuntamento, dedicato alla presentazione del nuovo Inno FIDAE, ha portato nel confronto istituzionale il valore della musica come linguaggio capace di coinvolgere i ragazzi, favorire l’incontro e costruire un senso di comunità. L’iniziativa si inserisce nel percorso dei «Nuovi linguaggi contro la violenza di genere», che valorizza il contributo dell’arte e della cultura al cambiamento culturale.

Nel messaggio inviato all’incontro, Eugenia Roccella, Ministra per la Famiglia, la Natalità e le Pari Opportunità, ha sottolineato che la lotta alla violenza richiede, accanto alle leggi e al sostegno alla rete di emergenza e accoglienza, «un cambiamento culturale che ha bisogno di diversi linguaggi che arrivino dritti al cuore delle persone, in particolare dei più giovani. Se dunque la musica ci parla in modo così immediato da precedere la stessa parola, la sua condivisione è uno strumento educativo dalla portata formidabile. Un’esperienza che aiuta a stare insieme, coltivando quel senso del rispetto che non a caso il governo ha voluto promuovere nelle scuole come terreno educativo di prevenzione della sopraffazione e della violenza». La Ministra ha inoltre invitato a superare la rappresentazione dei giovani come una generazione perduta: «La sfida è innanzitutto educativa e a fare la differenza possono essere le opportunità che i ragazzi incontrano e la capacità delle comunità educanti di offrire loro stimoli adeguati». In questo percorso ha ribadito il valore dell’alleanza tra famiglia, scuola e realtà formative, «in un quadro di libertà educativa che è un valore da preservare a tutti i costi».

Virginia Kaladich, Presidente nazionale FIDAE, ha collocato il progetto «Il futuro siamo noi» nella responsabilità quotidiana delle scuole cattoliche e nella storia degli ottant’anni della Federazione: «La scuola cattolica deve essere il luogo nel quale ciascun bambino, ciascun ragazzo possa sentirsi visto, riconosciuto, ascoltato e accompagnato. Un luogo nel quale possa scoprire non soltanto ciò che sa fare, ma soprattutto chi può diventare», ha dichiarato, sottolineando poi la necessità di una responsabilità condivisa tra tutti gli adulti che accompagnano la crescita dei ragazzi. «Dobbiamo superare la logica della delega. I genitori non possono dire alla scuola: “Educate voi”. E la scuola non può rispondere ai genitori: “Questo non ci riguarda”. Abbiamo bisogno di una nuova alleanza educativa», ha sottolineato Kaladich, indicando come obiettivo l’aiuto ai giovani nella costruzione del proprio progetto di vita. La Presidente FIDAE ha affrontato anche la sfida dell’intelligenza artificiale e il ruolo insostituibile della relazione educativa: «Educare significa incontrare una persona. Significa accorgersi di uno sguardo. Comprendere un silenzio. Riconoscere una fragilità. Scoprire un talento». Il futuro della scuola cattolica, ha aggiunto, dipenderà dalla capacità di «mettere ogni innovazione al servizio dell’umano».

L’incontro, moderato dalla giornalista del TG2 Federica De Denaro, ha previsto i contributi di Valentina Ambrosio, avvocato e cantautrice, fra Giampaolo Cavalli, Direttore dell’Antoniano di Bologna (il percorso che facciamo è sicuramente impegnativo, ma i bambini lo vivono come un gioco, un divertimento. Nell’accompagnare i bambini alla loro crescita è fondamentale che gli adulti permettano che i bambini siano bambini, farli diventare dei grandi, o farli vivere come adulti, non è costruttivo. La sfida è che siamo noi che diventiamo bambini insieme a noi) , e Angela Senatore, autrice dello Zecchino d’Oro, insieme alla presentazione delle esperienze sviluppate nelle scuole attraverso il progetto.

«Gli 80 anni della FIDAE devono diventare, per tutti noi, un nuovo inizio», ha concluso Kaladich, rinnovando l’impegno della Federazione a fare rete, mettere in comune esperienze e accompagnare le scuole nelle trasformazioni: «Custodire l’umano, educare alla responsabilità, costruire comunità, aprire al mondo, generare speranza».

 Roma, 1 ottobre 2026

Resp.le Ufficio Stampa Fidae – Luca Rossi – cell. 3669539817


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