Fidae Parità Scolastica

Decreto “Salvaprecari”: audizione della Fidae alla Camera dei Deputati

Pubblichiamo il testo dell’intervento del presidente Fidae Virginia Kaladich alla Camera dei Deputati, in sede di audizione con Commissioni congiunte per il ddl C.2222 di conversione dl 126/2019 “Misure di straordinaria necessità ed urgenza in materia di reclutamento del personale scolastico e degli enti di ricerca e di abilitazione dei docenti” , tenutosi oggi 13 novembre 2019.


 

Intervento in sede di audizione Commissioni congiunte Camera dei Deputati per ddl C.2222 di conversione dl 126/2019 “Misure di straordinaria necessità ed urgenza in materia di reclutamento del personale scolastico e degli enti di ricerca e di abilitazione dei docenti” – Roma 13 novembre 2019

  • Le nostre sono Associazioni di enti che gestiscono scuole paritarie.
  • Ringraziamo per la possibilità di audizione che ci è stata concessa.
  • Nelle scuole secondarie paritarie (attualmente circa 2.200 scuole) oggi operano numerosi docenti non abilitato, dato che da anni non vengono avviati percorsi di abilitazione (né ordinari né straordinari).
  • Apprezziamo quindi la modifica intervenuta nel testo del dl n. 126/2019 (cd “salvaprecari”) che in una prima versione non permetteva ai docenti con servizio nelle scuole secondarie paritarie di accedere alla prevista procedura straordinaria di abilitazione. Ritenendo che si possano fare ulteriori passi avanti, formuliamo alcune richieste.
  • Dato che delle ultime riforme relative alla formazione iniziale dei docenti (TFA ex DM n. 249/2010 e FIT ex legge n.107/2015 e d.lgs. n. 59/2017) sono state attuate solo (e in minima parte) le fasi transitorie riservate ai docenti “precari”, in primo luogo chiediamo che venga bandito immediatamente il “concorso ordinario” per i docenti della scuola secondaria di cui al d.lgs. n. 59/2017 (capo II e art. 17) come modificato dalla recente legge n. 145/2018, concorso che ha anche valenza abilitante. Il D.L. n. 126/2019 all’art. 1 prevede che le due procedure (ordinaria e straordinaria) vengano bandite contestualmente entro il 2019. Mentre sulla procedura straordinaria (oggetto del DL) si dovrà pronunciare il Parlamento in sede di conversione del DL 126/2019, sulla procedura ordinaria il Miur potrebbe sin da ora procedere alla pubblicazione del relativo bando (al fine di ottemperare realmente all’impegno preso di indirlo entro il 2019). Poiché anche tale procedura concorsuale prevede una possibilità abilitante, ed è aperta a tutti i docenti in possesso dei necessari titoli di studio, come scuole paritarie chiediamo che al più presto venga data ai giovani laureati la possibilità di abilitarsi in base a quelle che sono le norme attuali (d.lgs. n. 59/2017 come modificato dalla legge di bilancio 2019).
  • Sul D.L. n. 126/2019 chiediamo che:

–  per i docenti con tre anni di servizio nelle paritarie (art. 1 comma 7) sia previsto come necessario il superamento di una sola prova concorsuale (non di due prove, come attualmente previsto ex art.1 comma 9 lettera d) e comma 13 lettera c) );

– sia precisato che tali docenti, nell’anno scolastico in corso al momento della prova, possano essere titolari di un contratto di lavoro a tempo determinato o anche indeterminato (vi sono docenti infatti non abilitati che, viste le norme sul lavoro, sono stati assunti a tempo indeterminato ancorché ancora non abilitati);

– venga valutato, al pari di quello prestato presso Istituti Statali e/o paritari anche il servizio svolto presso i centri di formazione professionale, limitatamente ai corsi accreditati dalle Regioni per garantire l’assolvimento dell’obbligo di istruzione (tale equiparazione è già stata effettuata in relazione alle graduatorie di terza fascia del personale docente e a precedenti bandi TFA/PAS) e venga espressamente sancita la cumulabilità dei servizi ritenuti utili (in scuole statali, paritarie e dell’IeFP);

7) La recente legge n. 145/2018 (legge di bilancio 2018) come detto ha modificato il d.lgs. n. 59/2017 (sul sistema di formazione iniziale e reclutamento dei docenti).

In base al riformato art. 5 di tale norma, per partecipare ai concorsi per la assunzione a tempo indeterminato nei ruoli statali i docenti della scuola secondaria devono:

  • essere abilitati, oppure
  • essere in possesso, congiuntamente, della laurea magistrale, coerente con la classe di concorso richiesta, e di 24 crediti formativi universitari (CFU) nelle discipline psico-pedagogico-didattiche.

I vincitori del concorso statale, nel primo anno, devono sostenere e superare un percorso di formazione iniziale e prova (per la conferma in ruolo).

Chiediamo che con norma primaria venga riconosciuta formalmente alle scuole secondarie paritarie, ai fini del rispetto dei requisiti richiesti dalla Legge 62/2000, la possibilità di utilizzare (oltre ai docenti abilitati) anche docenti in possesso dei titoli di studio (laurea magistrale e 24 CFU) richiesti oggi dalle norme sopra riportate per poter accedere al concorso per l’assunzione a tempo indeterminato nei ruoli statali.

8) Il decreto dignità (d.l. n. 87/2018) ha ristretto notevolmente la possibilità di ricorrere ai rapporti di lavoro a tempo determinato (d.lgs. n. 81/2015).

Questo sta comportando gravi problemi per il mondo della scuola paritaria (anche per il mancato avvio da parte del Miur di adeguate procedure abilitanti e di specializzazione sul sostegno), mentre per la scuola statale il legislatore ha già introdotto la possibilità di deroghe sulla durata dei contratti a termine.

Chiediamo di prevedere, in norma primaria, la possibilità che i CCNL del settore scuola paritaria disciplinino i casi in cui si possa derogare alle regole ordinarie in materia di ricorso ai contratti a termine (in particolare per la assunzione di personale di scuola secondaria non abilitato e di docenti di sostegno non specializzati).

9) Con l’occasione vorremmo infine richiamare l’attenzione anche sulla situazione dei docenti della scuola dell’infanzia e della scuola primaria, dato che da alcuni anni si sta registrando l’insufficienza dei docenti in possesso dei necessari titoli. Anche perché il numero dei pensionamenti statali (circa 8000 all’anno, senza contare il settore paritario) è significativamente superiore al numero dei giovani che iniziano i percorsi di scienze della formazione primaria (circa 6000 all’anno). Ciò comporta che oggi anche le scuole statali (in diverse zone del paese) stanno assegnando supplenze a studenti non ancora laureati e le scuole paritarie (dell’infanzia e primarie) fanno molta fatica a reperire docenti con i titoli necessari.

10) Garantire procedure chiare e certe perché i giovani laureati possano accedere all’insegnamento è uno dei contributi fondamentali che chi ha responsabilità pubbliche (legislative o di governo) deve garantire per assicurare una scuola di qualità alle nuove generazioni.

E una scuola di qualità è il primo pilastro sul quale costruire il futuro del paese.