Docete Docete 2020-2021 Fidae

Docete numero 23 – Gennaio – Febbraio 2021


STUDENTI: il centro del nostro agire educativo

Editoriale di Virginia Kaladich
Presidente Fidae

Un anno scolastico che si snoda tra #vogliamofarescuola e l’emergenza, che in modo rilevante continua ad attanagliarci. Da una parte le scuole FIDAE, fedeli alla prima S (sicurezza) dell’impegno di quest’anno, assicurano il rispetto di tutte le norme anti-covid-19, dall’altra sono sempre più interessate da quarantene fiduciarie o isolamenti, da gestire con saggezza e attenzione.

non dobbiamo trasformarci in un ufficio distaccato delle ULSS; sicuramente, però, dobbiamo conoscere ed ottemperare a quanto i vari DPCM e Ordinanze ci indicano. Innanzitutto, dobbiamo saperci prendere cura di quanti frequentano in pre- senza ma dobbiamo anche raggiungere gli studenti che per vari e seri motivi sono costretti a rimanere a casa.

Penso, in sintesi, che sia importante avere sempre chiaro chi è al centro del nostro agire educativo: gli studenti. Dunque? tutto ciò che ci permette di non perdere contatti quotidiani e costanti con i ragazzi non è da demonizzare, ma ci deve spingere a riflettere su come ottenere il meglio da questa situazione. fondamentale è la cura della relazione e in questo diventa importantissimo il lavoro di squadra dei collegi Docenti e l’alleanza educativa con i genitori.

D’altra parte sapevamo che abitare la scuola da settembre 2020 sarebbe stata un’esperienza nuova. Pertanto, non ci sono maestri in questa inedita avventura, siamo tutti immersi nella novità e tutti attenti a saper individuare le modalità che ci permettono di accompagnare lo sviluppo integrale dei nostri ragazzi.

Educare è un’arte, dunque mettiamo in campo tutta la nostra creatività!

Duc in altum!

Virginia Kaladich
Presidente Fidae


UN VACCINO contro l’ignoranza

Editoriale di Gianni Epifani
Direttore Responsabile

 

Quello del vaccino è sicuramente l’argomento del momento. Il termine, prendo la definizione dalla Treccani, indica un preparato rivolto a indurre, da parte dell’organismo, la produzione di anticorpi protettivi e a consolidare la risposta immunitaria a livello cellulare, conferendo una resistenza specifica nei confronti di una determinata malattia infettiva. Dunque, un immunizzante contro qualcosa che fa male al corpo.

Se ci spostassimo sul piano metaforico e considerassimo la società al posto del corpo e l’ignoranza la malattia da cui è afflitta, sarebbe logico pensare che il miglior vaccino sia la scuola.

ma, sempre per restare nell’attualità, come la scarsità di dosi anti-covid mette a rischio il piano di vaccinazione italiano, europeo e mondiale, così la chiusura delle scuole mette a rischio il futuro dei giovani e della società tutta, l’economia dei Paesi, il benessere del genere umano.

La scuola è il nostro vaccino contro l’ignoranza. Ignoranza non solo in termini culturali o libreschi, che pure è un serio rischio che si corre in questa situazione, ma anche in senso emotivo, sociale, comportamentale. È frustrante ricordarlo di continuo perché, purtroppo, se è vero che si può fare sempre qualcosa di più o di migliore è altrettanto vero che non è affatto semplice pensare cosa e come.

Però, forse, è arrivato davvero il momento di pensare ad azioni di recupero e potenziamento del sistema, di stravolgere tempi e ritmi, di cui da tempo si parla, di rendere le scuole luoghi sempre aperti a studenti e territorio, opifici ricchi di attività, progetti, laboratori di idee. È a questo vaccino che si dovrebbe lavorare.

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