Docete numero 38 – gennaio – febbraio 2024

23 Gennaio 2024

L’agenda del nuovo anno

Editoriale di Virginia Kaladich
Presidente Fidae

Buon 2024! La FIDAE continua l’impegno per costruire una scuola ‘mai vista’, a misura dei nostri ragazzi, accogliendo le sfide per l’educazione che Papa Francesco ci ha lanciato nella 57esima Giornata mondiale della Pace.
La prima: “I giovani stanno crescendo in ambienti culturali pervasi dalla tecnologia e questo non può non mettere in discussione i metodi di insegnamento e formazione”; ciò significa offrire occasioni di riflessione continua sulla relazione educativa, promuovendo interazioni positive e generative.
La seconda: “I giovani sviluppino una capacità di discernimento nell’uso di dati e contenuti raccolti sul web o prodotti da sistemi di intelligenza artificiale”; questa è una sollecitazione per la formazione di un pensiero critico, occupandosi degli aspetti sociali ed etici dell’implementazione e dell’utilizzo della tecnologia e dell’intelligenza artificiale.
La terza: continuare a promuovere Laboratori di pace nelle nostre aule, favorendo il dialogo con le varie realtà e allontanando “la tentazione di fare una cultura dei muri, di alzare i muri, muri nel cuore, muri nella terra per impedire questo incontro con altre culture, con altra gente” (Fratelli Tutti n. 27).
Questi i temi che orienteranno le azioni della FIDAE e le proposte alle scuole nell’anno in corso e che continueremo ad approfondire sia nei Mercoledì della FIDAE che negli appuntamenti ormai consueti, come il Campus estivo, che si terrà a Ravenna dal 21 al 27 luglio prossimi. Sono interventi che hanno obiettivi chiari: formare il personale docente ed educativo e sostenerele scuole nel cogliere le varie opportunità di finanziamento.
Naturalmente, anche quest’anno, continuerà l’interlocuzione con il Governo perché si attui la vera parità scolastica inItalia.

Duc in altum!


Questione di metodo

Editoriale di Gianni Epifani
Direttore Responsabile

C’è un tema che ricorre in molti articoli, eppure tra gli autori di Docete non c’è alcun accordo per scriverne né viene dato loro un input specifico in tal senso. Però ricorre. E ricorre perché è un tema importante, perché quellodelle metodologie di insegnamento (efficaci) è, oggi, un aspetto centrale nella scuola, che non può più essere trascurato.
Ce lo spiega Celada nel suo approfondimento sulle Linee guida Stem, le cui finalità non sono quelle di introdurre nuovi contenuti didattici, ma di fornire indicazioni metodologiche, caldeggiando l’uso di quelle innovative, funzionali al superamento della didattica trasmissiva e necessarie al protagonismo dei discenti. Perché, come dice don Bruno Bignami, direttore dell’Ufficio Nazionale per i problemi sociali e il lavoro della Conferenza Episcopale Italiana, i giovani «non sono fatti per la panchina».
Ne parla molto bene deplano nel suo ciclo sulla progettazione di una lezione, che deve essere finalizzata ad agganciare il discente, superando il paradigma istruzionista e in favore di interrogativi, ben più onerosi, sull’efficacia del metodo didattico. Perché il metodo giusto dà risultati migliori.
Ne accenna anche Ricci parlando dei risultati OCSE PISA nei Paesi dell’Est Asia, migliori di quelli italiani (e non solo), anche per i maggiori investimenti nelle metodologie. Dunque, un compito arduo (e irrinunciabile) spetta ai docenti che non possono sottrarsi perché, come chiarisce Cinque, i nostri ragazzi meritano insegnanti capaci di ispirarli, illuminarli, motivarli, ascoltarli; in sintesi di mettere al centro loro e non il programma.


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