Per un’educazione di qualità
Editoriale di Virginia Kaladich
Presidente Fidae
La Fidae ETS (Ente Terzo Settore) continua con il suo impegno nella promozione di un’educazione di qualità, con particolare attenzione alla valorizzazione delle risorse umane che operano nelle scuole: una scuola di qualità non passa solo dalla cura delle strutture, ma anche dal costante aggiornamento di chi insegna ed educa.
Per questo motivo, oltre a continuare a interloquire con il governo per una piena attuazione della parità, la Federazione promuove numerose iniziative formative e informative destinate a docenti ed educatori, con l’obiettivo di dotarli degli strumenti necessari per affrontare le sfide del contesto educativo attuale.
Ho già ricordato, nel precedente editoriale, i mercoledì con #vogliamofarescuola, la seguitissima iniziativa giunta quest’anno alla sesta edizione, come ho già segnalato il convegno di fine novembre incentrato sul ruolo, fondamentale, dell’educatore.
In questo breve spazio, invece, mi soffermo sull’impegno della Fidae per supportare le scuole associate nella progettazione e gestione dei PON e delle azioni finanziate con il PNRR e con i fondi Fonder, straordinarie occasioni per favorire investimenti e sviluppo.
Altrettanto sentito è l’impegno per diffondere il progetto Erasmus che, attraverso il Consorzio di cui è capofila la Scuola Maria Ausiliatrice di Roma, conta innumerevoli mobilità studenti e docenti, coinvolgendo una cinquantina di scuole Fidae. La Federazione è al loro fianco, come è al fianco di tutte le altre se interessate, per favorire il successo di questi interventi, che rappresentano un’opportunità fondamentale per migliorare la qualità dei servizi educativi.
Duc in altum!
Educare è amare
Editoriale di Gianni Epifani
Direttore Responsabile
Mi soffermo, in questa breve riflessione, sull’articolo di Vincenzo Corrado che, partendo dal concetto di pellegrinaggio e dal suo significato all’interno del giubileo, offre spunti per un altro cammino, quello educativo, mettendo in risalto che si tratta di un percorso in cui il confine non è chiusura, ma condivisione, accompagnamento, relazione.
Il collegamento con il convegno promosso dalla Fidae a fine novembre 2024 è stato immediato. Il titolo, “L’educatore: un ponte verso il futuro dell’altro”, evoca un cammino in cui la relazione è fondamentale.
Questo tema della relazione educativa dovrebbe essere sempre al centro dell’attenzione pedagogica, perché siano sempre presenti a tutti i termini di questo legame, del rapporto tra il discente e il suo maestro.
Un rapporto che funziona e dà frutti solo se vissuto all’insegna della reciprocità, grazie alla quale ad apprendere e cambiare è anche l’educatore. Come ha scritto lo psichiatra Vittorino Andreoli nel libro Lettera a un adolescente: «Educare vuol anche dire venire educati. Quella educativa è una relazione a due dove chi educa e chi è educato non sono distinguibili».
Educare infatti, lo ha detto anche papa Francesco, significa camminare insieme, significa dare e ricevere, non imporsi. Per riuscire in questo, è necessario che l’educatore abbia a cuore. Che abbia a cuore il proprio mestiere, abbia a cuore l’umanità, abbia a cuore l’altro. «Per poter educare – sosteneva in sintesi papa Wojtyla – bisogna amare».




