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Interazione fra religioni, la Fidae al colloquio internazionale di Bruxelles

COMUNICATO STAMPA

Interazione fra religioni, la Fidae al colloquio internazionale di Bruxelles

Andretto (Fidae): “la scuola cattolica non deve catechizzare. La religione deve piuttosto divenire lo ‘strumento che interpella’ e invita a riflettere”

 

Roma, 19 marzo 2019 – Anche la Federazione istituti attività educative (Fidae) ha fatto parte della delegazione italiana che ha partecipato al Colloquio internazionale del Comitato Europeo per l’Insegnamento Cattolico, tenuto lo scorso 14 e 15 marzo a Bruxelles.

L’incontro ha rappresentato un’importante occasione di confronto sulle tematiche che riguardano la scuola cattolica negli stati europei. A partecipare sono stati vescovi, presbiteri, diaconi e laici impegnati a diverso titolo nell’opera educativa.

Uno dei motivi di riflessione è stato il compito della scuola cattolica in un contesto in cui, specie nelle grandi città europee, la società sta diventando sempre più multietnica e multireligiosa.

«Un simile contesto non sembra tuttavia tenere lontane alcune problematiche che rendono il cittadino europeo individualista e incapace di dialogare; faccio esplicito riferimento alle nuove ideologie, alla radicalizzazione, alla secolarizzazione, che conducono la civiltà contemporanea a pensare che si possa vivere immersi in una ‘cultura senza religione’, e in una ‘religione senza cultura’. Il rischio concreto che l’Europa vive è quello di assistere al progressivo atrofizzarsi dei sensi spirituali dell’uomo», afferma don Andrea Andretto consigliere nazionale e rappresentante della Fidae al colloquio.

«La ricontestualizzazione – ha aggiunto – diviene oggi fondamentale per una scuola cattolica che, come ha messo in evidenza il Segretario della Congregazione Vaticana per l’Educazione Cattolica, Mons. Angelo Vincenzo Zani, deve essere capace di ricostruire un patto educativo con tutti gli agenti della scuola (genitori compresi!), di educare alla cittadinanza, alla cultura del dialogo, alla Trascendenza e all’inclusione. In altre parole la scuola cattolica non deve catechizzare, ma la religione deve piuttosto divenire lo ‘strumento che interpella’ e invita a riflettere sulle questioni fondamentali: vita, morte, sofferenza, dipendenza».

La presidente della Fidae, Virginia Kaladich, ha espresso soddisfazione per la partecipazione  da parte della Federazione al Colloquio internazionale. «Le scuole cattoliche – ha commentato – sono attente ai cambiamenti sociali e condividono la volontà di costruire un nuovo patto educativo, finalizzato a trasmettere alle giovani generazioni la capacità di dialogare con gli altri, a cominciare da coloro che professano diverse religioni».

 

Ufficio stampa FIDAE
M.Elisabetta Gramolini
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