La scuola non si ferma - Buone pratiche

Istituto paritario San Giuseppe di Lugo – primaria


Istituto paritario San Giuseppe di Lugo, scuola primaria: “con la didattica online “Restiamo a casa”, ma vicini e in continuo contatto”.

Vocali, compiti e verifiche alla primaria, lezioni online alla secondaria di primo grado per far sì che la scuola continui.


LUGO. La scuola si ispira all’umanesimo di San Francesco di Sales, il cui stile – così è spiegato sul sito della paritaria in provincia di Ravenna – è sintetizzabile nell’espressione “fortier ac suaviter”, con decisione e dolcezza. Così la scuola esprime la sua missione: applicare le regole con fermezza, ma anche con piacevolezza e sapienza, “che non vuol dire indulgere al buonismo né cercare di risolvere i problemi dei ragazzi o prendere decisioni al loro posto, ma incoraggiarli a compiere un passaggio fondamentale: dal percepire le regole esclusivamente come imposizioni al percepirle come necessarie per la propria educazione”.

Messaggio quanto mai attuale in questo momento e pianamente realizzato dai docenti nell’esperienza di didattica a distanza, raccontata di seguito.

“Dalla totale anormalità  del 24 febbraio, alla  normale anormalità del 14 marzo” è questo lo slogan creato dagli insegnanti  della scuola che hanno spiegato come stanno gestendo l’emergenza che li ha obbligati a rinunciare al “contatto diretto, al sorriso, …allo scambio di sguardi, alla lacrima da asciugare…”.

 

L’ESPERIENZA DELLA PRIMARIA.Nelle prime due settimane di emergenza – raccontano le maestre della primaria – abbiamo scritto il compito sul registro elettronico, abbiamo inviato notizie attraverso il prezioso lavoro dei rappresentanti di classe nelle chat dei genitori. I ragazzini di IV e V hanno avviato uno scambio di mail con le docenti, anche solo per un saluto o per raccontare qualcosa. È  stato un modo per rimanere in contatto”.

Le misure successive al 10 marzo hanno costretto però le docenti a ripensare profondamente le modalità didattiche e strutturarle meglio.

“È stato necessario mettere in campo tutte le abilità tecnologiche degli insegnanti. Qualche maestra ha creato un drive, altre hanno utilizzato video-messaggi o messaggi vocali”, come la maestra di Arte e Immagine che ha pianificato di inviare ogni settimana un audio con la richiesta di fare un disegno, da inviarle.

NELLE PRIME E SECONDE CLASSI. Le maestre delle classi prime hanno pensato di continuare la metodologia già in uso abitualmente. I compiti sono stati preparati, anche per la didattica a distanza, in modalità “PLICO”, che contiene esercizi di italiano, matematica, geometria e alcune schede di geografia, storia e scienze ad del libro di lettura e del libro del metodo, strumenti preziosi per l’attuazione del programma che ha avuto una sua continuità. Oltre al PLICO, ricevono poi link, video o messaggi vocali per completare ed esaudire la programmazione didattica a distanza.

Nelle seconde si lavora su file di esercizi, che integrano il loro libro di testo, e PowerPoint per il ripasso.

IL LAVORO DELLE TERZE. È più articolato. Le insegnanti, che stanno rispettando la programmazione annuale, spiegano: “All’inizio di ogni settimana scriviamo sul registro elettronico il lavoro da svolgere quotidianamente per ogni materia, rispettando il regolare orario settimanale, frutto di una quotidiana condivisione fra noi insegnanti. Accanto alle pagine di studio sul loro testo, alleghiamo un link, un video o un documentario per sostituire la spiegazione orale, per fissare bene i concetti o per riassumere l’argomento del libro”. A questo aggiungono poi esercizi da svolgere e PDF di supporto. “Per italiano abbiamo lanciato ai bambini l’idea di fare una raccolta di storie inventate. L’idea è quella di scrivere una leggenda, poi un mito e in seguito una favola in modo da lavorare su vari tipi di testo. Chiediamo anche di rappresentare graficamente il disegno delle storie e di colorarlo con tecniche a scelta. Anche per religione, costruiamo la nostra preparazione alla Pasqua, attraverso schede, video e cartoni animati istruttivi”.

LA MAESTRA CLAUDIA, DELLA CLASSE IV spiega come ha organizzato il lavoro:

Penso sia bene che i bambini riprendano il ritmo della scuola in cui hanno impegnate le ore del mattino, che solitamente trascorrono in classe per svolgere determinate attività, e 2 ore  del pomeriggio per eseguire i compiti. È importante renderli consapevoli e responsabili nei confronti del loro percorso scolastico”.

 

I compiti da eseguire il pomeriggio sono scritti, come sempre, sul registro elettronico; per quanto riguarda le attività del mattino, giorno per giorno gli alunni trovano il materiale occorrente sul drive. “È importante – aggiunge – che le attività proposte siano svolte giorno per giorno, magari stabilendo orari d’inizio, pausa e fine, come se i bambini fossero realmente a scuola”.

Il materiale inviato comprende qualche video-lezione con spiegazioni, accompagnate da schede o esercizi da svolgere. Vengono svolte anche delle regolari verifiche, comunicate nei giorni precedenti, che vengono corrette e valutate. “Conto sulla collaborazione dei genitori – spiega la docente – i bambini devono lavorare da soli e, chiaramente, senza copiare dai libri”. I compiti eseguiti sono in parte, quando è possibile, corretti a “voce” in modo che siano i bambini fattivamente ad autocorreggersi. “Questo passaggio è molto importante perché li rende consapevoli dei propri errori e, correggendoli da soli, li memorizzano e, si spera, non li faranno più!”.

NELLE QUINTE. Inizialmente sono stati assegnati compiti di ripasso e consigliate letture e video. Per proseguire la didattica sono stati creati file con esercizi mirati e presentazioni dei nuovi argomenti, utilizzando word e PowerPoint. Sono state realizzate anche schede di verifica.

NEL TRIENNIO CONCLUSIVO DEL PRIMO CICLO.Nelle prime due settimane di emergenza – raccontano i professori – convinti che le video lezioni fossero meno efficaci e che i ragazzi non ne potessero fruire al meglio, avendo a casa troppi strumenti di distrazione, abbiamo ovviato con altre modalità: il compito sul registro elettronico, lo scambio di mail con i docenti, le correzioni dei compiti da parte loro, per mettere i ragazzi alla prova ‘da soli’”. Non sono mancati i lavori di gruppo, occasione per alcuni studenti di ritrovarsi insieme. Alcune famiglie hanno inviato le foto che testimoniano questi momenti. Una madre che ha scritto il seguente commento all’immagine che ritrae la figlia, con delle compagne di classe, impegnata nell’attività di ricerca: “Gruppo di studio … lavoro intenso e ragazze motivate”. I lavori svolti sono stati caricati su dropbox, strumento ormai da tempo utilizzato dalla scuola e ben noto ai ragazzi. “Lo scambio di mail con i docenti, anche solo per un saluto o per raccontare qualcosa – aggiungono gli insegnanti – è stato un modo per rimanere in contatto. Poi … la misura si è ristretta. Il decreto del 10 marzo, quello che ha segnato il rientro a scuola per il 3 aprile, ci ha costretto a modificare la nostra modalità”.

I docenti hanno compreso che fosse necessario ricorrere alle video lezioni e ad un orario organizzato: i ragazzi avevano bisogno di ‘normalità’, non più compiti fatti a spot.

“In due giorni (10-11 marzo) la scuola ha attivato Google Suite perché poi i docenti potessero, attraverso la piattaforma MEET, organizzare le video lezioni secondo un orario prestabilito. Il 12 marzo pomeriggio Collegio Docenti in MEET, mail ai genitori con le istruzioni per l’uso, link alle classi, prove in rete”. Così il 13 mattina si sono ritrovati per fare lezione. “Tutto ha funzionato. Primi riscontri positivi, qualche fatica da parte dei più ‘anziani’ e dal 16 marzo al 3 aprile orario definitivo. È stato bello risentire i ragazzi: emozionati, impauriti dall’essere chiamati in causa … “Mattia, attiva il microfono e rispondi …”. “Prof. non ho capito, può ripetere?”. “Ragazzi, mi vedete, vedete il ppt?”. Vedere nella chat … “Io, prof. lo so” … oppure vedere apparire la risposta in chat … da chi, a scuola, non avrebbe mai alzato la mano. Non è la stessa cosa … ma almeno il programma può procedere”.