La scuola non si ferma - Buone pratiche

Istituto Piamarta – Brescia


L’Istituto Piamarta è un istituto paritario presente nella realtà di Brescia da quasi tre quarti di secolo ed entrato, nel 2014, a far parte della Cooperativa Foppa, sorta nel 1985 e formata da Enti religiosi della Diocesi di Brescia, insegnanti e genitori.

L’indirizzo, Amministrazione Finanza e Marketing (AFM), si occupa principalmente dello studio dei processi essenziali del sistema economico, come quelli amministrativi, finanziari e del marketing.

La Preside dell’Istituto Piamarta, la professoressa Margheta Antonucci, ci ha Illustrato come il suo istituto ha saputo adattarsi alle condizioni in continuo mutamento. 

Fin dall’inizio dell’emergenza sanitaria la Scuola ha deciso di mantenere vivo il contatto con i propri studenti. La Scuola fornisce un Ipad in comodato d’uso ad ogni studente fin dell’iscrizione, così è stato possibile da subito offrire materiale sostitutivo delle lezioni quali slide, materiale di approfondimento, schemi e videolezioni.

Inoltre, con il sistema di messaggistica collegato al Registro è stato possibile continuare a colloquiare con studenti e genitori organizzando l’attività.

Nella convinzione che fosse urgente e necessario ricreare per gli studenti l’ambiente classe la Scuola ha proposto lezioni online tramite la Piattaforma Mastercom. Durante lo svolgimento delle lezioni è stata prevista anche la presenza del docente di sostegno che ha continuato, a distanza, l’attività di supporto dei ragazzi inviando anche materiale personalizzato alle famiglie.

Da subito i docenti si sono confrontati su Google Meet e, con questa modalità, sono stati svolti il Collegio docenti ed i Consigli di classe. Sono stati svolti anche i consueti incontri tra insegnanti e Referente dei Bisogni educativi speciali. Fondamentale, infatti in questa fase, il suo supporto, così come quello del tecnico informatico.

La didattica a distanza impone ai docenti modalità alternative rispetto a quella in presenza. Oltre a ridurre la durata della lezione e prevedere delle pause tra una lezione ed un’altra, ogni docente ha provveduto ad alternare momenti di lezione frontale ad esercitazioni, attività di problem solving e lavori di gruppo.

In questa fase, sono state promosse anche nuove competenze: la capacità di sviluppare con autonomia un lavoro in un tempo assegnato, saper gestire il proprio spazio di lavoro al di fuori dell’ambiente precostituito. La didattica a distanza richiede più capacità di attivarsi, di ragionare, di rendersi propositivi a superare eventuali problemi di realizzazione. Gli studenti sono chiamati ad avere un atteggiamento più responsabile ed autonomo.

Sicuramente c’è una forte esposizione all’uso del videoterminale e si impone una didattica differente. La poca autonomia di alcuni studenti, l’assenza di una guida e di uno stimolo possono essere un limite. Manca, infatti, il contatto umano che contribuisce alla crescita dell’allievo.

I docenti coordinatori di classe sono stati chiamati ad esprimersi su come venga preparata una lezione online e con quali strategie coinvolgano i ragazzi in questo momento. Ciò che è emerso è che ognuno di loro presta grande attenzione ai singoli bisogni, contesti e difficoltà del momento che stiamo affrontando.

Antonella Volante è coordinatrice della classe II e docente di Inglese.

“Ho scoperto che facendo lezione in questo modo, si può rendere più chiara e più interessante la spiegazione! Tutti gli strumenti a disposizione sono sicuramente un valido supporto per i ragazzi DSA o comunque quelli che sono più deboli o che non hanno il coraggio di dire che non hanno capito qualcosa”.

Cristina Tremolaterra è coordinatrice della III e docente di Matematica e Informatica.

“Bisogna rendersi conto che il tempo, inteso come durata della lezione, non è più quello scolastico, ma è soprattutto un’occasione per incontrarsi e per dare supporto visivo ed emotivo agli studenti che stanno vivendo in questo contesto difficile”.

Agli studenti, invece, è stato chiesto di esprimere la propria opinione sulla modalità di didattica online. Gli studenti hanno espresso pareri discordanti, sottolineando però in maniera univoca le criticità riscontrate nel portare avanti il programma delle materie più operative, oltre che le difficoltà tecniche e un po’ di nostalgia!

G. B.

“La didattica online si è rivelata efficiente e indispensabile, garantendo agli studenti la possibilità di continuare l’apprendimento anche da casa.

È una modalità che richiede agli studenti maggiore impegno, autonomia e organizzazione del lavoro da svolgere, risulta quindi più complessa rispetto alla didattica in classe”.

F. P.

“Ci manca passare del tempo con gli altri e la scuola è parte della nostra vita ed è la nostra seconda casa.

Il percorso scolastico deve essere un arricchimento reciproco, un “dare e ricevere”, un punto di incontro e di scambio continuo tra insegnamento ed apprendimento”.

N. C.

“Mi manca la quotidianità con i miei compagni: la ricreazione, il cambio dell’ora, il viaggio in pullman. Devo ammettere, però, che nella modalità online c’è meno confusione e meno fonti di distrazione e l’apprendimento risulta più facile e chiaro”.

Ai genitori è stato chiesto di evidenziare punti di forza e criticità della didattica a distanza. Nel complesso è stata stressata la mancanza della socializzazione, oltre che i problemi personali di ogni famiglia che incidono sui risultati delle singole esperienze. Ovviamente a questi si sommano i problemi con tecnologie, strumenti e connessione internet.

S. P.

“L’esperienza ha molti aspetti positivi, soprattutto per quanto concerne preparare i ragazzi per il futuro fuori dalle aule delle scuole superiori. Alcuni punti critici, invece, sono: la mancanza di rapporti personali e di confronto e la minor efficacia dei metodi di verifica”.

A. B.

“La didattica online rappresenta il futuro, una strada che si stava iniziando pian piano a percorrere e, per cause di forza maggiore, ci siamo ritrovati a premere più a fondo il piede sull’acceleratore. Stiamo entrando in una nuova era che coinvolgerà non solo il mondo scolastico, ma il modo di vivere e di lavorare della gente”.