La scuola non si ferma - Buone pratiche

L’esperienza nelle Scuole della Fondazione MARRI S. UMILTÀ di Faenza



FAENZA. La situazione ha colto di sorpresa tutti, ma dopo qualche istante di sconcerto, superato anche grazie al dialogo e alla condivisione tra noi, abbiamo cominciato a lavorare sodo per reperire risorse e mettere in atto strategie per la comunicazione educativa a distanza, consolidare gli apprendimenti e favorire di nuovi.

 

L’obiettivo era ed è non lasciare soli bambini e famiglie, ma continuare a fare il nostro lavoro in sinergia con loro, al loro servizio.

Nella nostra scuola le tecnologie per la comunicazione vengono assai utilizzate nella didattica, e spingiamo molto perché tutti gli insegnanti si formino in tal senso, fin dalla scuola dell’infanzia. Lavagne interattive multimediali, PC, tablet, posta elettronica, registro elettronico, piattaforma GSuite, canali social come Whatsapp o Facebook della scuola, Twitter e tanti altri: sono strumenti che utilizziamo quotidianamente per fare il nostro lavoro, per insegnare, comunicare tra noi e con le famiglie, con i ragazzi. Il loro campo di impiego è sterminato, e abbiamo ancora tanto da imparare per rendere tali risorse funzionali al nostro scopo, che è l’educazione e la crescita dei nostri bambini e ragazzi, il loro bene-essere.

SCUOLA DELL’INFANZIA. Sono state realizzate tantissime iniziative! Le maestre di Nido e Scuola dell’Infanzia raggiungono tutti i giorni i loro piccoli con brevi video di saluti, lettura di fiabe e filastrocche, canzoni, proposte di giochi insieme e di esperimenti, attraverso canali Telegram (cui si accede attraverso link comunicato a ciascuna famiglia) e Whatsapp. Tutti i giorni i bimbi Nido e Infanzia ricevono qualcosa, si sentono “visti”, salutati, cercati dalle loro maestre.

SCUOLA PRIMARIA. Gli insegnanti stanno utilizzando la piattaforma Argo (che gestisce anche il nostro Registro Elettronico), la piattaforma GSuite con i servizi Drive, Mail e Calendar, il canale Whatsapp, Padlet, piattaforme INValSI ed Erickson per prove particolari. Da subito hanno raggiunto i loro allievi assegnando compiti, allegando documenti, inviando brevi audio e video con saluti e spiegazioni, inserendo link per la fruizione di video professionali e altri materiali di valore presenti sulla Rete, per accompagnare lo studio di alcuni argomenti. Gli insegnanti prevalenti e specialisti delle classi più alte hanno fornito ai ragazzi i loro indirizzi istituzionali di posta elettronica per poter avere con loro un contatto libero anche quotidiano, e lo scambio in termini di dialogo che ne viene fuori è sorprendente.

SCUOLA SECONDARIA DI I GRADO. Oltre agli strumenti già citati, si aggiungono GClassroom e GMeet, che permettono azioni didattiche più complesse e vere e proprie lezioni a distanza, con tanto di orario stabilito, dove si contano assenti e presenti, si alza la mano per chiedere il turno di parola, si interviene in diretta per chiedere spiegazioni o fare osservazioni… insomma una modalità adatta a ragazzi più grandi, peraltro già abituati all’utilizzo di certa tecnologia, che prevede ad esempio che sappiano gestire il loro account in piattaforma. Un aspetto per noi essenziale è poter raggiungere tutti i ragazzi, tutte le famiglie, e per questo abbiamo bisogno di utilizzare sistemi che siano a portata veramente di tutti gli appartenenti alla classe. Si fa presto a parlare in astratto di didattica a distanza, non avendola mai fatta (mi riferisco anche a certi interventi che si leggono sulla stampa o a certi documenti ufficiali): quando entri nel particolare e scendi sul tema accounts, passwords, advices disponibili (quanti pc ci sono in una casa? tutti hanno un tablet? gli smartphone dei genitori sono abilitati a certe operazioni? ci sono sempre adulti disponibili ad aiutare e vigilare?), connessione a banda larga o meno…  poi scopri che tutto è molto poco “smart” e richiede impegno, dedizione e precisione.

INCLUSIVITÀ. Per i bimbi e i ragazzi con bisogni educativi speciali, dalla scuola dell’infanzia alla secondaria, abbiamo cercato di mantenere lo stile consueto con attività specifiche, invio di file audio e video, compiti ad hoc. Previo accordo coi genitori, abbiamo utilizzato le vie che potevano essere più adeguate alle esigenze delle famiglie: i canali digitali, dove possibile, ma anche in qualche caso fascicoli cartacei completi fatti arrivare a destinazione in modo anche originale!

GLI INSEGNANTI. Sono partiti subito “in quarta”, con eccezionale prontezza, attingendo al loro bagaglio di conoscenze e ai loro strumenti, mettendo a frutto le competenze maturate nell’ambito della tecnologia grazie alla loro personale esperienza sul campo e alla formazione ricevuta. Direi di più: si sono trasformati in veri e propri “ricercatori” di strade nuove, alternative, più proficue, senza accontentarsi del già saputo e del già fatto, con straordinaria creatività. Ogni settimana svolgiamo collegio docenti a distanza per ogni ordine di scuola, ma il dialogo tra coordinatori e insegnanti e nella comunità degli insegnanti è continuo: è indispensabile sentirsi e confrontarsi in un momento in cui il lavorìo è incessante.

GLI STUDENTI. Sono in generale molto collaborativi e presenti, con modalità diverse a seconda del grado di scuola. I bimbi dell’infanzia godono e si divertono come se fossero ad una festa quando vedono la loro maestra che legge loro una favola o propone un gioco; i ragazzi della primaria (mi dicono alcune mamme) hanno addirittura i lucciconi agli occhi se hanno la possibilità di ascoltare o vedere la maestra, oltre al fatto che sono molto puntuali rispetto agli impegni stabiliti, fanno compiti ed esercizi, studiano e scrivono testi. Gli studenti della secondaria (che sono ormai avvezzi all’utilizzo delle tecnologie, poiché come dicevo soprattutto i loro insegnanti le usano abitualmente) sicuramente soffrono molto la mancanza del rapporto diretto coi prof, però stanno mettendo tutta la buona volontà possibile per corrispondere alle richieste e lavorare secondo le indicazioni che ricevono. Certo, forse per loro all’inizio la tentazione di dire “siamo in vacanza” c’è stata, ma poi sono emersi consapevolezza e senso di responsabilità.  Alunni insospettabili scrivono agli insegnanti per raccontare di sé, delle loro esperienze di questi giorni, della loro solitudine a volte, e così il tessuto della condivisione a cui erano abituati prima non viene meno, e si continua a fare la strada insieme.

LE FAMIGLIE. Sono state e sono straordinarie, collaborative a mille, a partire dai genitori rappresentanti: si sono rese disponibili per tutto e anche quando hanno offerto suggerimenti lo hanno fatto con garbo e molta capacità di condivisione. Indispensabile è l’apporto quotidiano dei genitori rappresentanti, in strettissimo contatto con gli insegnanti di tutti gli ordini di scuola.

CONCLUSIONI. A tutti manca comunque moltissimo la relazione in presenza, vero e proprio motore del rapporto educativo a scuola. La relazione personale allievo-docente è l’aspetto centrale dell’insegnamento, oltre il fatto che anche la relazione allievo-allievo contribuisce in maniera decisiva in termini di confronto, sostegno, educazione reciproca. La classe è una vera e propria comunità, con le sue difficoltà certo, ma anche con le sue enormi opportunità. La didattica a distanza permette condivisione, collaborazione, e quindi…. vicinanza quando non si può fare altro, come in questi tempi difficili e strani, oppure ad integrazione e facilitazione della relazione in presenza quando c’è. E quindi in ogni caso ben venga.

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