La scuola non si ferma - Buone pratiche

Liceo Artistico Foppa – Brescia


Il Liceo Artistico “Vincenzo Foppa” di Brescia è gestito dall’omonima Cooperativa, sorta nel 1985 e formata da Enti religiosi della Diocesi di Brescia, insegnanti e genitori.

Nel Liceo Artistico sono presenti gli indirizzi di Arti Figurative e di Architettura ed Ambiente. Dal 2018 è presente anche il Liceo Artistico quadriennale con indirizzo Architettura e Ambiente e dal prossimo anno sarà attivato l’indirizzo Audiovisivo Multimediale nel percorso liceale quinquennale. 

La Preside del Liceo Artistico Foppa, la professoressa Margheta Antonucci, ci ha Illustrato come il suo istituto ha saputo adattarsi alle condizioni in continuo mutamento. 

Fin dall’inizio dell’emergenza sanitaria la Scuola ha deciso di mantenere vivo il contatto con i propri studenti per supportare le difficoltà dei ragazzi e delle loro famiglie. È stato possibile da subito utilizzare il Registro elettronico per fornire agli studenti materiale sostitutivo delle lezioni grazie all’Ipad fornito in comodato ad ogni studente sin dall’iscrizione.

Inoltre, con il sistema di messaggistica, collegato al Registro elettronico, è stato possibile continuare a colloquiare con studenti e genitori organizzando l’attività didattica.

La Scuola ha proposto lezioni online tramite la Piattaforma Mastercom, collegata al Registro elettronico, per ricreare l’ambiente classe. È stata prevista anche la presenza del docente di sostegno che ha così potuto supportare gli studenti con difficoltà e le loro famiglie.

Da subito i docenti si sono confrontati usando Google Meet e hanno presenziato al Collegio docenti ed ai Consigli di classe. Sono stati svolti anche i consueti incontri tra insegnanti e Referente dei Bisogni educativi speciali che, insieme al tecnico informatico, è stato essenziale in queste fasi organizzative.

Oltre a ridurre la durata della lezione e prevedere delle pause tra una lezione ed un’altra, ogni docente ha provveduto a mettere in campo modalità alternative: momenti di lezione frontale, esercitazioni, attività di problem solving e lavori di gruppo.

In questa fase, sono state promosse nuove competenze: la capacità di sviluppare con autonomia un lavoro in un tempo assegnato, saper gestire il proprio spazio di lavoro al di fuori dell’ambiente precostituito del laboratorio. Sono richieste più capacità di attivarsi, di ragionare, di rendersi propositivi a superare problemi di realizzazione, oltre che un atteggiamento responsabile ed autonomo. Le criticità sono rappresentate dall’esposizione all’uso del videoterminale, così come la poca autonomia di alcuni studenti, l’assenza di una guida e di uno stimolo. Manca, infatti, il contatto umano che contribuisce alla crescita dell’allievo.

Le famiglie sono state collaborative, hanno apprezzato il nostro impegno e ci riferiscono di vedere i loro figli lavorare sodo. Nelle famiglie più colpite dall’epidemia, la presenza quotidiana della Scuola è stata di sostegno per ritrovare la normalità.

I docenti coordinatori di classe sono stati chiamati ad esprimersi su come stiano lavorando per supportare i ragazzi. Ciò che è emerso è che ognuno di loro abbia messo in campo grande attenzione ai singoli bisogni e contesti che contraddistinguono il momento.

Cecilia Botturi è docente di Storia, Filosofia e laboratorio di teatro ed è coordinatrice della V B. “La didattica a distanza ci richiede, come insegnanti, di usare a 360 gradi, ognuno secondo la propria sensibilità e capacità, gli strumenti tecnologici che ormai fanno parte sempre più del

mondo scolastico. Io uso la tecnica della “flipped classroom”, cioè assegno come lavoro domestico

letture di testi, visione di video e documentari, ascolto di audio lezioni e poi in classe stimolo la discussione”.

Matteo Tignonsini, è docente di Scienze della Terra e Geografia, Scienze Naturali e Chimica ed è coordinatore della I C.

“Mi ritaglio sempre uno spazio per proporre domande di curiosità agli studenti, spunti per approfondire, in modo da coinvolgerli attivamente nella spiegazione. In alcuni casi, quando qualcuno di loro si mostra interessato, propongo di approfondire e spiegare al resto della classe alcune parti di un determinato argomento”.

Agli studenti, invece, è stato chiesto di esprimere la propria opinione sulla modalità di didattica online. Gli studenti hanno espresso pareri discordanti, sottolineando però in maniera univoca le criticità delle materie pratiche e dei laboratori artistici, oltre che le difficoltà tecniche sollevate dalle strumentazioni tecnologiche e dalla connessione internet, oltre che da un po’ di nostalgia!

 

S. M.

“Trovo che l’apprendimento attraverso questi mezzi di comunicazione sia meno efficace rispetto al metodo tradizionale. Per fortuna, però, siamo una delle scuole che a Brescia si è organizzata meglio e, grazie ai professori che lavorano con tutti noi, non stiamo rimanendo indietro sul programma”.

M. D. F.

“La modalità di apprendimento online mi piace: si è cercato di ricreare proprio l’atmosfera della classe e ci si è riusciti”.

V. M. e E. A.

“Nonostante i comfort, la scuola sembra invadere l’ambiente domestico, in modo non indifferente.

Le problematiche generali riportate dai nostri compagni sono inerenti all’uso prolungato di un apparecchio elettronico che stancano la vista e rendono difficoltosa la concentrazione”.

Ai genitori è stato chiesto di evidenziare punti di forza e criticità di questa didattica. Nel complesso, ciò che è stato stressato è la mancanza del fattore socializzazione e i problemi personali che incidono sul risultato finale. 

C. B. L.

“Credo che la didattica a distanza sia fondamentale per i ragazzi, sia da un punto di vista didattico, sia da un punto di vista emotivo e psicologico. Hanno la sensazione di vivere in modo quasi normale questo momento di grande difficoltà e incertezza”.

S. B.

“Ho apprezzato la velocità dell’istituto nell’attrezzarsi in tempi brevi a gestire questa situazione. Trovo che i ragazzi abbiano potuto vivere un’esperienza nuova facendo scuola in questo modo!”.

L. M. e A. F.

“Per il nostro indirizzo scolastico, però, la manualità dei laboratori è un’assoluta necessità, così come le gite culturali. La sospensione di tali attività impoverisce il bagaglio di apprendimento”.