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Nel messaggio di Papa Francesco ai ragazzi del Visconti le parole chiave per tutti

Inclusione, dipendenza, silenzio. Senza dimenticare il bullismo

Roma, 15 aprile 2019 –  Papa Francesco tocca il cuore di tutti ancora una volta. Nel messaggio rivolto agli studenti del liceo Visconti di Roma, lo scorso 13 aprile, in occasione del giubileo aloisiano, il pontefice è andato a fondo sui temi cardine che ruotano intorno agli adolescenti di oggi.

“Il Papa – commenta Virginia Kaladich, presidente della Federazione istituti attività educative (Fidae) – ogni volta che parla ai ragazzi evidenzia bene i bisogni e le criticità. Ha parlato ad esempio di inclusione e ricordato ai giovani di non avere paura delle diversità. Un tema quest’ultimo estremamente a cuore dei nostri istituti che cercano di aprire a tutte le fasce sociali e culturali, dando accoglienza soprattutto ai più deboli”.

Altro argomento indicato dal pontefice è stato il silenzio, vale a dire la necessità per tutti, non solo per i ragazzi, di allontanarsi dal chiasso. “Solo nel silenzio interiore”, ha detto, “si può cogliere la voce della coscienza e distinguerla dalle voci dell’egoismo e dell’edonismo, che sono voci diverse”.

“Non possiamo garantire che tutti i nostri allievi ascoltino loro stessi senza correre mai il rischio di annoiarsi. Sappiamo però – osserva Kaladich – che la nostra offerta formativa ha l’obiettivo di coltivare la propria identità, comprensiva della conoscenza di se stessi”.

Papa Francesco ha inoltre esortato i ragazzi del Visconti, presenti in aula Paolo VI, a non essere dipendenti dal cellulare. Il Santo Padre non ha demonizzato il mezzo ma ha parlato dei rischi, fra cui quello di non riuscire a comunicare con gli altri.

“Questa raccomandazione – continua Kaladich – è da noi pienamente condivisa. Molti istituti della Federazione hanno intrapreso l’iniziativa di non permettere l’uso dei cellulari in classe con l’obiettivo, non di punire i ragazzi, ma di liberarli da uno strumento che potrebbe ingabbiarli e isolarli”.

Infine papa Francesco ha parlato di bullismo, come “seme di guerra”, contro cui i ragazzi devono lottare.

“È importante che il Santo Padre inviti gli stessi giovani a contrapporsi al bullismo. Sono  loro infatti  gli attori principali di un cambiamento necessario”.

Per contrastare e prevenire il bullismo, la Fidae, insieme all’ente unico nazionale di accreditamento Accredia, l’ente di normazione Uni, l’Istituto internazionale salesiano di ricerca educativa (Isre) e il Movimento italiano genitori (Moige) hanno lanciato una prassi di riferimento per le scuole, la Uni/PdR 42:2018 “Prevenzione e contrasto del bullismo”, pubblicata lo scorso 1° agosto.

Il documento, a conclusione di un tavolo di lavoro, individua una serie di regole che possono aiutare le scuole e le associazioni, frequentate dai minori, a prevenire il fenomeno. Fra le iniziative indicate c’è la possibilità, per esempio, di creare all’interno dell’istituto una commissione  composta da docenti, alunni e famiglie che svolga  periodicamente degli “audit antibullismo” programmati o a sorpresa.

“Ogni scuola che segue la prassi potrà eventualmente richiedere la certificazione, una sorta di “bollino blu”, erogato da un organismo accreditato da Accredia”, conclude Kaladich.

Ufficio stampa FIDAE
M.Elisabetta Gramolini
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