Parità Scolastica Scuola Cattolica

Paritarie, 100 milioni in più e lotta ai diplomifici


Più soldi alle scuole paritarie ma anche maggiori controlli sul territorio per contrastare il fenomeno dei “diplomifici”. È questo il perimetro di riferimento delle misure a favore degli istituti non statali, contenute nella Legge di stabilità approvata sabato dal governo. Alla voce “finanziamenti”, l’esecutivo ha previsto uno stanziamento aggiuntivo di 100 milioni di euro, che vanno così a integrare gli “storici” (perché immutati da ormai sedici anni), 500 milioni di euro, ai quali, da quest’anno, si sono aggiunti 12 milioni di euro per il sostegno agli studenti disabili.

Più attenzione ai disabili. Alla base della decisione dei governo di aumentare i fondi c’è la consapevolezza dell’insufficienza delle misure previste per l’integrazione dei ragazzi con handicap. È stato lo stesso presidente del Consiglio, Matteo Renzi, a spiegare di aver pensato a queste risorse aggiuntive, dopo la recente visita al Cottolengo di Torino, dove i disabili rappresentano il 13% del totale degli studenti. «Dobbiamo fare di più», ha detto al Consiglio dei ministri presentando la manovra.

Scuole materne, servizio irrinunciabile. A convincere definitivamente il premier della correttezza della strada intrapresa, è stato l’incontro, qualche giorno fa, con la delegazione delle scuole paritarie del Veneto. In particolare, Renzi è stato colpito dal servizio reso dalle scuole materne paritarie che, in quel territorio, coprono oltre il 70% del servizio. In tanti paesi, l’asilo parrocchiale è, insomma, l’unico servizio, per la fascia 3-6 anni, a disposizione delle famiglie. E anche per questa ragione, ha concluso il Presidente del Consiglio, va sostenuto un sistema che conta 13mila scuole, un milione di alunni e 120mila tra insegnanti e personale amministrativo.

Rette, aumentano le detrazioni. Allo studio dei tecnici del governo, inoltre, c’è la possibilità di utilizzare una parte dei 100 milioni aggiuntivi per aumentare la quota di detraibilità delle rette scolastiche. Attualmente, le famiglie possono detrarre fino a un massimo di 400 euro, che equivale a un risparmio fiscale di 76 euro a figlio all’anno. L’idea, per il momento soltanto abbozzata, è di portare le detrazioni a 5-600 euro all’anno.

Lotta ai diplomifici. Contestualmente, il governo vuole rafforzare il lavoro sul territorio di contrasto ai diplomifici. Durante lo scorso anno scolastico, la speciale task force istituita dal Miur ha effettuato 680 controlli di scuole superiori paritarie, arrivando a revocare il requisito della parità a venti scuole, mentre in diversi altri casi sono state rilevate infrazioni minori. «I dati definitivi di questa prima tornata di controlli saranno disponibili nelle prossime settimane – annuncia il sottosegretario all’Istruzione, Gabriele Toccafondi -. Questi primi dati dimostrano che l’azione di contrasto ai diplomifici è seria e interessa l’intero territorio nazionale. Sull’altro versante, il governo, per la prima volta nella storia di questo Paese, rottamando muri ideologici, stanzia più risorse per le scuole paritarie perché riconosce il loro fondamentale servizio pubblico. Finalmente – sottolinea il sottosegretario – si potrà parlare di parità scolastica anche in Italia, così come nel resto del mondo si fa da decenni».

Le associazioni. «Apprezzamento per l’attenzione» e «l’augurio che questo sia un ulteriore passo verso la piena parità». A parlare sono le associazioni della scuola paritaria cattolica che, in una nota congiunta commentano in modo positivo le parole del premier Renzi circa il «miliardo in più sulla scuola e università», che interesserà anche «un intervento per le scuole non statali, per le materne paritarie». A sottoscrivere il documento sono la Federezione delle scuole materne di ispirazione cristiana (FIsm), la Federazione delle scuole cattoliche dalle elementari alle superiori (Fidae), dalla Federazione opere educative(Foe legata alla Cdo), e dall’associazione genitori scuole cattoliche(Agesc). «Non possiamo che esprimere apprezzamento per l’attenzione dimostrata al servizio pubblico che le scuole paritarie svolgono e, in modo particolare, per l’interesse agli alunni con disabilità», che nelle paritarie sono 12mila «in costante crescita e le cui famiglie sono state fino ad oggi ingiustamente discriminate» non ricevendo un docente di sostegno come nelle statali. «Tale decisione rappresenta un passo importante nella direzione del cambiamento di cui l’Italia ha bisogno», augurandosi che «si voglia proseguire in questa direzione per poter parlare di parità scolastica anche in Italia».

Fonte: L’Avvenire