Prassi Antibullismo – Articoli

Antibullismo: la Prassi promossa da Fidae anche nelle parrocchie

Prassi antibullismo: ecco il video tutorial che tutti possono utilizzare 

Scholas Occurrentes: maratona #STOPCYBERBULLYINGDAY

Il 21 giugno, presso la sede della Fondazione Scholas Occurrentes al Vaticano, ha avuto luogo il lancio della maratona #STOPCYBERBULLYINGDAY | 24h Scholas Talks.

I relatori sono stati dei giovani, rappresentanti delle istituzioni, esperti delle problematiche e partner nell’iniziativa. In questa occasione è stato presentato il primo Rapporto Globale sul bullismo della Fondazione Scholas.

Scarica il reportGuarda i video

Bullismo: la Fondazione AiFOS premia le buone prassi

La Fondazione AiFOS, nata nel 2016, opera su tutto il territorio nazionale e, nella sua qualità di realtà filantropica, persegue, attraverso bandi annuali, finalità di sostegno sociale e di sensibilizzazione nel settore della salute e sicurezza nei luoghi di vita e di lavoro, promuove e sostiene la cultura della prevenzione, nei settori dell’istruzione e della formazione, con particolare attenzione allo sviluppo e all’uso di buone prassi.
La Fondazione, con la collaborazione di Bureau Veritas, ha indetto il premio “Bullis-NO!”, volto a contrastare il fenomeno, sempre più diffuso, del bullismo e del cyber bullismo nelle scuole e nelle organizzazioni giovanili.
Destinatari del presente premio saranno le istituzioni scolastiche e le organizzazioni rivolte ad utenti minorenni.
La Fondazione AiFOS premierà con un importo di € 2.000,00 la migliore buona prassi di implementazione di un sistema di gestione contro il bullismo e/o il cyberbullismo, sviluppata all’interno di un’istituzione scolastica o di un’organizzazione rivolta ad utenti minorenni, ispirata alla prassi di riferimento UNI/PdR 42:2018 – Linee guida per il sistema di gestione per la scuola e le organizzazioni rivolte ad utenti minorenni.
Per consultare il regolamento del Bando e l’ulteriore documentazione, che per comodità di consultazione si allega anche alla presente comunicazione, è possibile visitare la pagina dedicata sul sito della Fondazione AiFOS.
Per presentare il Bando della Fondazione AiFOS “Bullis-NO!”, nonché la Buona Prassi UNI/PdR 42:2018, il prossimo 7 maggio, dalle ore 11.00 alle ore 13.00, verrà organizzato un webinar gratuito.
In tale occasione interverranno:
– Dott. Francesco Naviglio, Fondazione AiFOS – Presentazione della Fondazione AiFOS e del Bando “Bullis-NO!”
– Dott.ssa Claudia Strasserra, Sustainability sector manager Bureau Veritas Italia – La Buona Prassi UNI/PdR 42:2018
Per iscrizioni al webinar ed informazioni sul bando è possibile consultare l’apposita pagina sul sito della Fondazione AiFOS cliccando qui.

Presentata la nuova prassi di riferimento per gestire il fenomeno del bullismo

È stata presentata oggi la prassi di riferimento UNI/PdR 42:2018 “Prevenzione e contrasto del bullismo”, nata dalla collaborazione del tavolo di lavoro promosso da Accredia, che ha visto il coinvolgimento di FIDAE (la Federazione rappresentativa delle scuole cattoliche italiane), ISRE (Istituto Internazionale Salesiano di Ricerca Educativa) e MOIGE (Movimento Italiano Genitori).

Al Tavolo hanno partecipato anche rappresentanti dell’avvocatura e della magistratura.

La prassi di riferimento individua i criteri per prevenire e contrastare il fenomeno del bullismo, attraverso l’utilizzo di un sistema di gestione applicabile in tutti gli istituti scolastici e formativi di ogni ordine e grado, e più in generale a tutte le organizzazioni, anche non scolastiche, rivolte ai minorenni.
Redatta sia in italiano che in inglese per poter essere applicabile anche a livello internazionale, già oggi si segnala l’avvio di un progetto per l’adozione della prassi in oltre 60 scuole albanesi.

Il fenomeno in Italia
Secondo i più recenti dati ISTAT in Italia un ragazzino su due è vittima di episodi di bullismo e l’età più a rischio è quella compresa tra gli 11 e i 17 anni. Gli atti di prepotenza si ripetono con una frequenza settimanale nel 9,1% dei casi e, ad essere più colpite sono le femmine (20,9%) rispetto ai maschi (18,8%). Differenze anche tra Nord e Sud Italia: il fenomeno è più diffuso nelle regioni settentrionali, dove la media raggiunge il 23% e supera il 57% se si considerano anche le azioni avvenute sporadicamente.

La prassi UNI/PdR 42:2018
La prassi di riferimento definisce le caratteristiche per un sistema di gestione che affronti e prevenga il rischio di comportamenti violenti nei confronti di minori e di condotte dannose alla formazione della loro personalità. La prassi UNI fornisce alle organizzazioni che si rivolgono ai minorenni le linee guida per applicare in modo efficace le prescrizioni di legge sul bullismo e sul cyberbullismo, può quindi essere uno strumento utile per individuare gli specifici rischi di bullismo che esistono all’interno dell’organizzazione, comunicare con efficacia all’esterno le proprie strategie antibullismo, rafforzare la fiducia delle famiglie e della società nei confronti delle scuole e delle organizzazioni che ospitano minori e favorire un approccio multidisciplinare al contrasto del fenomeno.
bullismoTali strutture potranno ottenere una certificazione rilasciata da un organismo accreditato, così da poter dimostrare l’adozione e la realizzazione delle misure antibullismo: opportunità che rappresenta una novità assoluta nel panorama delle certificazioni in Italia e nel mondo.

La scuola o l’organizzazione non scolastica che applica la prassi dovrà adottare e rendere pubblico un documento nel quale si impegna a definire e attivare tutte le misure di prevenzione e di contrasto del bullismo, illustrando obiettivi, politiche e strategie da seguire.
Chi si impegnerà a seguire la prassi dovrà garantire la corretta vigilanza sugli alunni all’interno dell’ambiente scolastico e negli spazi esterni nei quali si svolge l’attività didattica, attraverso l’elaborazione di un piano di vigilanza che indichi gli addetti preposti e la postazione in cui devono essere presenti.
Ogni anno la scuola dovrà definire le azioni che prevede di attivare per migliorare la capacità di prevenzione e contrasto del bullismo. Il piano, adottato nelle prime settimane dell’anno scolastico dovrà contenere obiettivi misurabili come: numero ed esito delle azioni legali promosse dalle famiglie contro la scuola o suoi addetti per fatti di bullismo, numero di reclami per episodi di bullismo, percentuale di risposte positive ai questionari antibullismo, percentuale di adesione ad attività di sensibilizzazione antibullismo etc…

L’organizzazione dovrà inoltre inserire nel proprio sito web una sezione denominata prevenzione e contrasto del bullismo nella quale andrà inserito il testo della politica antibullismo adottata, l’indirizzo e-mail per segnalare casi di bullismo, il testo della prassi di riferimento UNI, l’indicazione dei nominativi dei componenti della Commissione Antibullismo e ogni altra informazione utile. Dovrà inoltre redigere uno specifico regolamento antibullismo nel quale indicare i comportamenti non consentiti e le relative sanzioni disciplinari e raccogliere in modo sistematico e continuativo le segnalazioni in merito a fatti di bullismo.
La scuola dovrà inoltre adottare annualmente un piano per la formazione e sensibilizzazione di tutte le componenti, in materia di bullismo, e sottoporsi periodicamente ad audit, sia programmati che a sorpresa, in grado di individuare eventuali situazioni critiche e lo stato di attuazione delle misure prese.

Sebbene sia nata e cresciuta come attività tecnica a supporto dell’efficienza ed efficacia delle imprese, l’evoluzione nel tempo degli ambiti di interesse della normazione UNI vedono oggi la persona al centro del suo interesse e della sua attività, e il processo/prodotto/servizio è solo un elemento alla base del suo bisogno, del suo benessere e della qualità della vita“, afferma Piero Torretta, Presidente UNI. “In questo quadro si collocano le fasi della formazione e della crescita delle nuove generazioni, su cui tutti noi siamo impegnati per garantire la serenità e la sicurezza dei nostri figli e, quindi, interessati a un’analisi delle cause del fenomeno del bullismo e degli strumenti per combatterlo ed eliminarlo: è in questo che la tecnica (la prassi di riferimento UNI/PdR 42 è infatti strumento della tecnica!) si veste di umanità“.

intervista rossi sett2018Accredia ha promosso questa prassi di riferimento, per aiutare scuole e organizzazioni a proteggere i ragazzi e dare maggiori garanzie alle famiglie. Per la prima volta una scuola, laddove dimostri il rispetto dei requisiti previsti dalla prassi, potrà ottenere la certificazione da parte di un organismo accreditato. Accredia infatti verificherà competenza, imparzialità e indipendenza di tali organismi.  L’Italia è il primo Paese al mondo che ha avviato un processo di certificazione sotto accreditamento per tali fenomeni e per questo la prassi di riferimento sarà disponibile anche in inglese, in modo che altri Paesi, che già hanno manifestato interesse, possano seguire la medesima esperienza“, sottolinea Giuseppe Rossi, Presidente di ACCREDIA (vd. L’accreditamento a garanzia della competenza, indipendenza e imparzialità di organismi e laboratori).

intervista kaladich sett2018L’opera educativa è frutto di vere e profonde alleanze tra genitori, scuola, associazioni ecclesiali e sportive, territorio etc… Alleanza fatta di dialogo, confronto, scelte condivise e sostenute. Un’interazione efficace tra adulti significativi che si sostengono e si rispettano vicendevolmente nei ruoli e nei compiti. Un’alleanza che si fa formazione e prevenzione. Tante le realtà educative già impegnate in questa direzione“, afferma Virginia Kaladich, Presidente Nazionale della Federazione Scuole cattoliche FIDAE. “Auspichiamo che la prassi UNI, oggi presentata, sia una tappa importante per favorire, a livello educativo e scolastico nell’ambito dell’offerta formativa, la definizione di percorsi finalizzati alla prevenzione e al contrasto del bullismo e del cyberbullismo“.

intervista affinita sett2018La tutela dei minori dai pericoli del web, dal bullismo e dal cyberbullismo è un atto di responsabilità collettiva che deve coinvolgere non solo le famiglie ma anche gli insegnanti, le scuole, gli Enti e le Istituzioni centrali e territoriali, oltre alle aziende” – dichiara Antonio Affinita, Direttore generale del Moige – Movimento Italiano Genitori. “Per questo crediamo che, nell’ottica della prevenzione e della formazione, questa prassi UNI possa essere uno strumento formidabile per tutti coloro che vogliono combattere il cyberbullismo in modo efficace e strutturale“, conclude Affinita.

intervista montemarano sett2018La prassi di riferimento è stata concepita come uno strumento diretto a tutti gli operatori del mondo scolastico e delle altre realtà non scolastiche in cui sono presenti minorenni; anche il mondo del diritto, peraltro, è particolarmente interessato alla novità, giacché il contenzioso penale e civile legato al bullismo è in costante aumento e le regole contenute nella prassi saranno certamente tenute in considerazione anche nelle aule di tribunale ai fini dell’accertamento delle responsabilità per fatti di bullismo e cyberbullismo” – sottolinea il project leader della prassi di riferimento Emanuele Montemarano (Studio Legale Montemarano).

I requisiti di un “sistema antibullismo”:

  1. definizione e divulgazione della “politica antibullismo”;
  2. predisposizione di un “piano della vigilanza”;
  3. predisposizione ed aggiornamento annuale di un documento di “valutazione dei rischi di bullismo”;
  4. definizione periodica di un “piano antibullismo”;
  5. comunicazione all’utenza e a tutte le altre parti interessate delle azioni adottate per garantire la prevenzione ed il contrasto del bullismo;
  6. definizione di un “sistema sanzionatorio antibullismo”;
  7. definizione di una “procedura per l’individuazione e la gestione delle criticità relative al bullismo”;
  8. nomina di una “Commissione Antibullismo” rappresentativa di tutte le parti interessate;
  9. adozione e periodico aggiornamento di un “piano di formazione antibullismo”;
  10. svolgimento periodico di “audit antibullismo” programmati e a sorpresa.
Fonte | uni.com

Rassegna stampa:

 

www.iaf.nu (organizzazione mondiale degli enti di accreditamento)

Bullismo a scuola: presentata Prassi di riferimento. Kaladich (Fidae), “alleanza scuola, famiglia, associazioni, Chiesa. Favorisca prevenzione e contrasto”

“L’opera educativa è frutto di vere e profonde alleanze tra genitori, scuola, associazioni ecclesiali e sportive, territorio. Alleanza fatta di dialogo, confronto, scelte condivise e sostenute. Un’interazione efficace tra adulti significativi che si sostengono e si rispettano vicendevolmente nei ruoli e nei compiti”. Lo afferma questa mattina a Milano Virginia Kaladich, presidente nazionale Fidae (Federazione scuole cattoliche), intervenuta alla presentazione della Prassi di riferimento Uni/PdR 42:2018 per prevenire e contrastare il bullismo a scuola.

Il documento è frutto del lavoro di Accredia, l’Ente unico nazionale di accreditamento, con Fidae, Isre (Istituto internazionale salesiano di ricerca educativa) e Moige (Movimento italiano genitori) e con la partecipazione di rappresentanti dell’avvocatura e della magistratura. Secondo l’Istat in Italia un minore su due è vittima di episodi di bullismo: l’età più a rischio è tra gli 11 e i 17 anni e ad essere più colpite sono le femmine (20,9%) contro il 18,8% dei maschi. Per affrontare e prevenire il fenomeno, la Prassi di riferimento definisce un sistema di gestione che individui specifici rischi di bullismo, comunichi con efficacia all’esterno le proprie strategie di intervento, rafforzi la fiducia delle famiglie, favorisca un approccio multidisciplinare al contrasto  e che possa anche essere utilizzato come riferimento per una certificazione rilasciata da un organismo accreditato indipendente di parte terza sull’efficacia delle misure adottate.

In questo modo, per la presidente Fidae “l’alleanza si fa formazione e prevenzione, e sono molte le realtà educative già impegnate in questa direzione”. Di qui i l’auspicio che la Prassi favorisca “a livello educativo e scolastico nell’ambito dell’offerta formativa, la definizione di percorsi finalizzati alla prevenzione e al contrasto del bullismo e del cyberbullismo”.

Fonte | agensir.it

Bullismo tra i giovani, oggi la presentazione della prassi UNI contro il fenomeno nelle scuole e nelle organizzazioni non scolastiche

COMUNICATO STAMPA

Milano, 18 settembre 2018 – Sarà presentata oggi presso la sede UNI Ente Italiano di Normazione la prassi di riferimento UNI/PdR 42:2018 “Prevenzione e contrasto del bullismo”, nata dalla collaborazione del tavolo di lavoro promosso da Accredia, l’Ente unico nazionale di accreditamento, che ha visto il coinvolgimento di FIDAE (la Federazione rappresentativa delle scuole cattoliche italiane), ISRE (Istituto Internazionale Salesiano di Ricerca Educativa) e MOIGE (Movimento Italiano Genitori). Al Tavolo hanno partecipato anche rappresentanti dell’avvocatura e della magistratura.

La prassi di riferimento individua i criteri per prevenire e contrastare il fenomeno del bullismo, attraverso l’utilizzo di un sistema di gestione applicabile in tutti gli istituti scolastici e formativi di ogni ordine e grado, e più in generale a tutte le organizzazioni, anche non scolastiche, rivolte ai minorenni.

Redatta sia in italiano che in inglese per poter essere applicabile anche a livello internazionale, già oggi si segnala l’avvio di un progetto per l’adozione della prassi in oltre 60 scuole albanesi.

Il fenomeno in Italia

Secondo i più recenti dati ISTAT in Italia un ragazzino su due è vittima di episodi di bullismo e l’età più a rischio è quella compresa tra gli 11 e i 17 anni. Gli atti di prepotenza si ripetono con una frequenza settimanale nel 9,1% dei casi e, ad essere più colpite sono le femmine (20,9%) rispetto ai maschi (18,8%). Differenze anche tra Nord e Sud Italia: il fenomeno è più diffuso nelle regioni settentrionali, dove la media raggiunge il 23% e supera il 57% se si considerano anche le azioni avvenute sporadicamente.

La prassi UNI/PdR 42:2018

La prassi di riferimento definisce le caratteristiche per un sistema di gestione che affronti e prevenga il rischio di comportamenti violenti nei confronti di minori e di condotte dannose alla formazione della loro personalità. La prassi UNI fornisce alle organizzazioni che si rivolgono ai minorenni le linee guida per applicare in modo efficace le prescrizioni di legge sul bullismo e sul cyberbullismo, può quindi essere uno strumento utile per individuare gli specifici rischi di bullismo che esistono all’interno dell’organizzazione, comunicare con efficacia all’esterno le proprie strategie antibullismo, rafforzare la fiducia delle famiglie e della società nei confronti delle scuole e delle organizzazioni che ospitano minori e favorire un approccio multidisciplinare al contrasto del fenomeno.

Tali strutture potranno ottenere una certificazione rilasciata da un organismo accreditato, così da poter dimostrare l’adozione e la realizzazione delle misure antibullismo: opportunità che rappresenta una novità assoluta nel panorama delle certificazioni in Italia e nel mondo.

La scuola o l’organizzazione non scolastica che applica la prassi dovrà adottare e rendere pubblico un documento nel quale si impegna a definire e attivare tutte le misure di prevenzione e di contrasto del bullismo, illustrando obiettivi, politiche e strategie da seguire.

Chi si impegnerà a seguire la prassi dovrà garantire la corretta vigilanza sugli alunni all’interno dell’ambiente scolastico e negli spazi esterni nei quali si svolge l’attività didattica, attraverso l’elaborazione di un piano di vigilanza che indichi gli addetti preposti e la postazione in cui devono essere presenti.

Ogni anno la scuola dovrà definire le azioni che prevede di attivare per migliorare la capacità di prevenzione e contrasto del bullismo. Il piano, adottato nelle prime settimane dell’anno scolastico dovrà contenere obiettivi misurabili come: numero ed esito delle azioni legali promosse dalle famiglie contro la scuola o suoi addetti per fatti di bullismo, numero di reclami per episodi di bullismo, percentuale di risposte positive ai questionari antibullismo, percentuale di adesione ad attività di sensibilizzazione antibullismo etc…

L’organizzazione dovrà inoltre inserire nel proprio sito web una sezione denominata prevenzione e contrasto del bullismo nella quale andrà inserito il testo della politica antibullismo adottata, l’indirizzo e-mail per segnalare casi di bullismo, il testo della prassi di riferimento UNI, l’indicazione dei nominativi dei componenti della Commissione Antibullismo e ogni altra informazione utile. Dovrà inoltre redigere uno specifico regolamento antibullismo nel quale indicare i comportamenti non consentiti e le relative sanzioni disciplinari e raccogliere in modo sistematico e continuativo le segnalazioni in merito a fatti di bullismo.

La scuola dovrà inoltre adottare annualmente un piano per la formazione e sensibilizzazione di tutte le componenti, in materia di bullismo, e sottoporsi periodicamente ad audit, sia programmati che a sorpresa, in grado di individuare eventuali situazioni critiche e lo stato di attuazione delle misure prese.

Sebbene sia nata e cresciuta come attività tecnica a supporto dell’efficienza ed efficacia delle imprese, l’evoluzione nel tempo degli ambiti di interesse della normazione UNI vedono oggi la persona al centro del suo interesse e della sua attività, e il processo/prodotto/servizio è solo un elemento alla base del suo bisogno, del suo benessere e della qualità della vita” afferma Piero Torretta, Presidente UNI.

In questo quadro si collocano le fasi della formazione e della crescita delle nuove generazioni, su cui tutti noi siamo impegnati per garantire la serenità e la sicurezza dei nostri figli e, quindi, interessati a un’analisi delle cause del fenomeno del bullismo e degli strumenti per combatterlo ed eliminarlo: è in questo che la tecnica (la prassi di riferimento UNI/PdR 42 è infatti strumento della tecnica!) si veste di umanità”.

 

“Per la prima volta una scuola, laddove dimostri il rispetto dei requisiti previsti dalla prassi, potrà ottenere la certificazione da parte di un organismo accreditato. Accredia infatti verificherà competenza, imparzialità e indipendenza degli organismi che rilasceranno queste certificazioni a scuole e organizzazioni. L’Italia è il primo Paese al mondo che ha avviato un processo di certificazione sotto accreditamento per tali fenomeni e per questo la prassi di riferimento sarà disponibile anche in inglese, in modo che altri Paesi, che già hanno manifestato interesse, possano seguire la medesima esperienza” – sottolinea Giuseppe Rossi, Presidente di ACCREDIA.

“L’opera educativa è frutto di vere e profonde alleanze tra genitori, scuola, associazioni ecclesiali e sportive, territorio etc… Alleanza fatta di dialogo, confronto, scelte condivise e sostenute. Un’interazione efficace tra adulti significativi che si sostengono e si rispettano vicendevolmente nei ruoli e nei compiti. Un’alleanza che si fa formazione e prevenzione. Tante le realtà educative già impegnate in questa direzione.” – afferma Virginia Kaladich, Presidente Nazionale della Federazione Scuole cattoliche FIDAE. “Auspichiamo che la prassi UNI, oggi presentata, sia una tappa importante per favorire, a livello educativo e scolastico nell’ambito dell’offerta formativa, la definizione di percorsi finalizzati alla prevenzione e al contrasto del bullismo e del cyberbullismo.”

“La tutela dei minori dai pericoli del web, dal bullismo e dal cyberbullismo è un atto di responsabilità collettiva che deve coinvolgere non solo le famiglie ma anche gli insegnanti, le scuole, gli Enti e le Istituzioni centrali e territoriali, oltre alle aziende” – dichiara Antonio Affinita, Direttore generale del Moige – Movimento Italiano Genitori. “Per questo crediamo che, nell’ottica della prevenzione e della formazione, questa prassi UNI possa essere uno strumento formidabile per tutti coloro che vogliono combattere il cyberbullismo in modo efficace e strutturale.” conclude Affinita.

“La prassi di riferimento è stata concepita come uno strumento diretto a tutti gli operatori del mondo scolastico e delle altre realtà non scolastiche in cui sono presenti minorenni; anche il mondo del diritto, peraltro, è particolarmente interessato alla novità, giacché il contenzioso penale e civile legato al bullismo è in costante aumento e le regole contenute nella prassi saranno certamente tenute in considerazione anche nelle aule di tribunale ai fini dell’accertamento delle responsabilità per fatti di bullismo e cyberbullismo” – sottolinea il project leader della prassi di riferimento Emanuele Montemarano (Studio Legale Montemarano).

[Video] Prassi antibullismo: intervista all’avv. E. Montemarano

Durante il corso per Coordinatori didattici che si è svolto il 20 e 21 aprile nella sede della Fidae, abbiamo intervistato l’avvocato Montemarano su una questione molto attuale: la definizione di una prassi antibullismo che sia condivisa e che definisca uno standard applicabile a tutte le scuole italiane.

Gestione, prevenzione e contrasto bullismo

 Lunedì 16 aprile 2018 si riunirà presso la sede UNI di Milano Il tavolo UNI/PdR Gestione, prevenzione e contrasto bullismo . 

All’ordine del giorno la discussione sulla formulazione di una Prassi di Riferimento sul contrasto al bullismo che possa essere adottata nelle scuole italiane ed europee.

 

Prassi antibullismo: la Fidae a Telepace

Scuola e Mondo Digitale: è il tema della puntata di FGC che vede in studio la Presidente Nazionale della Fidae Virginia Kaladich, insieme all’avvocato Emanuele Montemarano, che ci parla della nuova prassi, appena lanciata, per l’individuazione e prevenzione di condotte di bullismo in ambito scolastico. Una riflessione sull’educazione e sugli atteggiamenti e misure da assumere, per promuovere e accrescere la serenità e la fiducia nella scuola, e verso la scuola, tra corpo docente studenti e famiglie.

La certificazione accreditata contro il bullismo nelle scuole

Bullismo e cyberbullismo, in aumento nelle scuole, richiedono strumenti di protezione dei minori. Da settembre 2018 Accredia rilascia un nuovo schema di certificazione accreditata, a sostegno degli istituti e a tutela dei ragazzi.

Comportamenti violenti e molestie tra i giovani sono sempre più frequenti, complici – secondo gli esperti – la dilagante incertezza della cosiddetta “società liquida” teorizzata dal filosofo Zygmunt Bauman e la crescente diffusione di dispositivi elettronici e strumenti digitali nelle scuole.

Il 7 febbraio scorso – in occasione della Giornata nazionale contro il bullismo e il cyberbullismo – UNI (Ente italiano di normazione), ed Accredia (Ente italiano di accreditamento), su proposta dello Studio legale Montemarano e con l’adesione di FIDAE (Federazione delle scuole cattoliche primarie e secondarie) e MOIGE (Movimento italiano genitori), hanno avviato un tavolo di lavoro per la definizione di una Prassi di Riferimento (PdR) applicabile a tutti gli istituti scolastici e formativi, siano questi pubblici o privati, paritari e non. Al tavolo di lavoro partecipano altresì una serie di esperti nelle diverse aree interessate alla materia del bullismo.

La PdR stabilisce i requisiti tecnici di un sistema di gestione in grado di prevenire e contrastare le condotte di bullismo in ambito scolastico: massima vigilanza all’interno delle scuole e nelle attività esterne come le gite scolastiche; nomina di una Commissione Anti-bullismo rappresentativa di docenti, alunni e genitori, composta anche da psicologi e avvocati esperti in diritto scolastico; indagini di customer satisfaction rispetto al bullismo; possibilità di segnalazioni alla scuola in merito a fatti di bullismo; formazione e aggiornamento rivolti a tutte le componenti scolastiche.

Il ricorso alla PdR è affidato all’iniziativa volontaria delle scuole che ritengano opportuno predisporre misure di protezione adeguate, a fronte di dati quali – solo per citarne alcuni – quelli diffusi da Istat (il 19,8% dei ragazzi 11-17enni vittima assidua di bullismo nel 2014) e da Doxa Kids, nella cui recente ricerca per il Telefono Azzurro risulta che il 40% degli adolescenti teme di essere vittima di cyberbullismo.

A partire da settembre 2018 le scuole (e gli altri istituti formativi) possono inoltre rivolgersi ad un organismo accreditato per richiedere la certificazione anti-bullismo del proprio sistema di gestione ed essere quindi inserite in un albo virtuoso di istituti, consultabile dai genitori.

La certificazione sotto accreditamento del proprio sistema di gestione anti-bullismo è un riconoscimento formale da parte di un organismo terzo. In virtù dell’autonomia e dell’indipendenza di quest’ultimo, la certificazione accreditata rappresenta una garanzia oggettiva dell’impegno della scuola (o istituto) nella protezione dei minori e uno strumento di sostegno e auto-tutela per i dirigenti scolastici e gli addetti degli istituti, i quali, in caso di eventi dannosi, sono spesso sottoposti ad azioni civili o penali per culpa in vigilando.

Fonte | https://www.accredia.it

Lotta al bullismo nelle scuole: al via il tavolo UNI per la nuova prassi di riferimento

Partono oggi ufficialmente i lavori per lo studio di una nuova prassi di riferimento – in collaborazione con ACCREDIA – per la definizione di un sistema di gestione per l’individuazione e prevenzione di condotte di bullismo in ambito scolastico, al fine di prevenirlo e contrastarlo. La prassi si potrà applicare a tutti gli istituti scolastici e formativi di ogni ordine e grado, statali e non statali paritari e non paritari.

E non è un caso che i lavori vengano avviati proprio oggi, 7 febbraio 2018, in occasione della seconda Giornata Nazionale contro il Bullismo e il Cyberbullismo, un’iniziativa nata l’anno scorso per integrare il Piano Nazionale per la prevenzione del bullismo e del cyberbullismo a scuola dettato dal MIUR e che segue le manifestazioni che si sono svolte ieri in occasione della XV edizione del “Safer Internet Day”, la giornata internazionale istituita e promossa dall’Unione Europea in tema di sicurezza digitale.

Sempre di più infatti questi fenomeni – tipici degli ambienti scolastici – si stanno diffondendo e vengono analizzati a livello sociale: si tratta di comportamenti di tipo aggressivo e intenzionale, sia di natura fisica che psicologica, che vengono perpetrati nel tempo (anche per via telematica) nei confronti di soggetti che per la loro giovane età o per caratteristiche proprie possono essere considerarti “bersagli facili”, sostanzialmente incapaci di difendersi.

Insieme ad UNI, rappresentata da Alessandro Delvecchio (Divisione Innovazione) e ad ACCREDIA, rappresentata da Emanuele Riva, saranno presenti al tavolo dei lavori il Project leader Emanuele Montemarano (Studio legale Montemarano), Virginia Kaladich presidente di FIDAE (Federazione delle scuole cattoliche primarie e secondarie), Elisabetta Scala del MOIGE (Movimento italiano genitori), Filippo Grisolia (Magistrato, già Capo Gabinetto presso il Ministero della Giustizia), Paola Ottolini di ISRE (Istituto Superiore Internazionale Salesiano di Ricerca Educativa) e Stefania Pinton di CSQA (Società di certificazione).

La prassi di riferimento ha l’obiettivo di individuare i rischi ai quali i minori sono maggiormente esposti e assicurare una gestione operativa in grado di eliminarli o ridurli al massimo, tenendo anche conto dei rischi legali per i vari operatori scolastici. Si tratta di un aspetto da non sottovalutare: sempre più spesso infatti vengono intraprese azioni sia di carattere penale che civile nei confronti degli addetti della scuola tenuti alla vigilanza degli alunni, nel caso del verificarsi di eventi dannosi per i minori.

Diventa quindi fondamentale per i dirigenti scolastici e per le altre figure di riferimento del settore agire in via preventiva e mettere in atto all’interno della scuola una serie di procedure in grado di dimostrare – rispetto ai fatti di bullismo – che la scuola ha agito correttamente e la conseguente assenza di responsabilità legali.

Tra le principali azioni che la scuola dovrà intraprendere vi è – ad esempio – la definizione e la divulgazione di una efficace “politica antibullismo” con la chiara assunzione degli impegni presi verso l’utenza per la prevenzione e il contrasto a questo fenomeno, la predisposizione di un “piano di vigilanza” e di un documento di “valutazione dei rischi” (che tenga conto del contesto di riferimento, del territorio in cui opera la scuola, dell’utenza, della fascia di età degli alunni ecc.). E ancora: la definizione di un sistema sanzionatorio e di una procedura per le segnalazioni relative al bullismo, la nomina di una Commissione Antibullismo (rappresentativa di tutte le parti interessate) e lo svolgimento periodico di “audit antibullismo” sia in forma programmata che a sorpresa.

L’attuazione di queste misure antibullismo, che serviranno sicuramente a migliorare e ad accrescere la fiducia delle famiglie nei confronti della scuola, permetterà inoltre di ottenere una certificazione indipendente di parte terza.

Gestione prevenzione e contrasto bullismo: Tavolo UNI/PdR, la Fidae c’è

Linee guida per un sistema di gestione per la prevenzione e contrasto del bullismo nelle scuole

Il giorno 7 febbraio 2018 si terrà la riunione insediativa del Tavolo “Gestione prevenzione e contrasto bullismo”, al quale presenzierà anche la Fidae; il progetto si propone di fornire delle linee guida per la definizione di uno schema di gestione per gli istituti scolastici di ogni ordine e grado per affrontare e prevenire il rischio di comportamenti violenti nei confronti di minori e di condotte comunque dannose alla formazione delle loro personalità.

L’iniziativa verrà portata avanti da UNI (Ente Nazionale Italiano di Unificazione), un’associazione privata senza scopo di lucro riconosciuta dallo Stato e dall’Unione Europea, che da quasi 100 anni elabora e pubblica norme tecniche volontarie – le norme UNI – in tutti i settori industriali, commerciali e del terziario.

 

Qui pubblichiamo uno schema riepilogativo in progress:

Sommario: Il progetto di prassi di riferimento si propone di fornire delle linee guida per la definizione di uno schema di gestione per gli istituti scolastici di ogni ordine e grado per affrontare e prevenire il rischio di comportamenti violenti nei confronti di minori e di condotte comunque dannose alla formazione delle loro personalità.
Ambito di attività: Sistemi di gestione
Proponente: ACCREDIA
Descrizione: ACCREDIA è l’ente unico nazionale di accreditamento designato dal Governo Italiano, in applicazione del Regolamento europeo n. 765/2008, ad attestare la competenza, l’indipendenza e l’imparzialità degli organismi di certificazione, ispezione e verifica, e dei laboratori di prova e taratura. ACCREDIA è un’associazione riconosciuta che opera senza scopo di lucro, sotto la vigilanza del Ministero dello Sviluppo Economico.
Data avvio Tavolo di lavoro: 07/02/2018
Data approvazione Tavolo di lavoro:
Data termine consultazione:
Data pubblicazione: