La scuola non si ferma - Buone pratiche

Scuola Primaria – Maria Ausiliatrice – Cogno (BS)


Passione, spirito di squadra e professionalità per fronteggiare l’emergenza

COGNO. Quella della Maria Ausiliatrice è una piccola scuola cattolica che conta 57 alunni, distribuiti dalla prima alla quinta classe primaria, e 9 insegnanti. Sebbene l’avvio della didattica a distanza non sia stato semplice, le maestre e i maestri non si sono persi d’animo, garantendo il prosieguo dell’insegnamento e curando con attenzione la relazione con famiglie e piccoli alunni.

DALL’AULA FISICA ALL’AULA DIGITALE

Pochi erano gli strumenti disponibili digitali quando l’emergenza è iniziata: un sito, la mailing list, WhatsApp, una pagina Facebook e un canale YouTube, con i quali, in un primo tempo, la scuola ha comunicato con genitori e bambini. Attraverso un corposo documento per ciascuna classe, preparato dai relativi docenti, sono state veicolate informazioni, spiegazioni ed assegnati esercizi.
Presto però, capito che la situazione non sarebbe tornata alla normalità in tempi brevi, gli insegnati hanno iniziato a valutare gli strumenti disponibili per fare didattica a distanza. La scelta è ricaduta sulla piattaforma Aula digitale, messa a disposizione gratuitamente dal Gruppo Editoriale “Il Capitello”. Al suo interno sono state create aule virtuali per ciascuna classe, in cui sono stati messi a disposizione, e settimanalmente vengono forniti, video, audio, power point commentati, che per sicurezza vengono archiviati anche su Google Drive. Riscuotono un gran successo tra gli alunni i quiz online.

NESSUNO È LASCIATO INDIETRO

Per aiutare le famiglie sono stati realizzati dettagliati manuali d’uso della piattaforma, corredati da immagini. E non è tutto. La scuola ha pensato anche a chi non ha computer o stampanti, mettendo a disposizione materiali cartacei, ritirabili a scuola, in un luogo sicuro e accessibile, e dotando di hardware coloro che non ne sono in possesso. Anche i docenti sono stati adeguatamente supportati dal coordinatore, che viene descritto come “ferrato nelle nuove tecnologie” e che ha provveduto tempestivamente a garantire loro la formazione. La forte collaborazione tra colleghi, che hanno condiviso consigli, suggerimenti, istruzioni, ha fatto il resto.

TUTTI IN CAMPO COME UNA SQUADRA.

I docenti hanno anche messo a punto criteri per procedere alla valutazione degli apprendimenti, di cui danno riscontri settimanali ad alunni e genitori. La collaborazione di tutti è fondamentale per la riuscita di questa esperienza. I bambini sono invitati ad essere puntuali nel rispetto dei tempi di consegna dei compiti; i genitori sono coinvolti nel supportare i bambini; gli insegnanti, dal canto loro, si sono impegnati a caricare durante i fine settimana i materiali utili alla didattica della settimana successiva, in modo da permettere ai genitori di scaricarli con la dovuta calma. È stato necessario anche rivedere la programmazione, riducendo i contenuti e ricercando risorse online funzionali agli argomenti didattici, e adattare il linguaggio, per renderlo semplice e adeguato al nuovo tipo di interazione.

PENSIERI E PAROLE

Una delle maggiori difficoltà, riferiscono gli insegnanti, è quella di coordinarsi per evitare carichi eccesivi di lavoro ai bambini. Vedono però, in questa esperienza, anche un’opportunità per introdurre nella pratica normale metodologie didattiche innovative. Ma a piccole dosi… il contatto con i bambini, affermano concordi, manca. E manca anche ai bambini il contatto con le maestre e i maestri, come è emerso dal questionario somministrato nei giorni scorsi sul gradimento di questa esperienza.
“In classe è più interessante”, “Preferisco la comunicazione personale”, “Meglio in classe perché ci sono i miei amici e le maestre” o “A casa c’è la mia sorellina che fa un po’ tropo casino”, dicono quelli di prima. “In classe sono con i miei compagni. A casa da solo”, “Non ci sono i compagni e non parlo con nessuno” e poi a casa “C’è troppo silenzio”, fanno loro eco i bambini di seconda e quinta. Manca anche l’aiuto delle maestre che in classe è più sentito. Infatti, dicono gli alunni di terza “Le spiegazioni in classe sono più chiare” mentre, a casa, è “Più difficile senza insegnanti”.

Ma alla domanda: “cosa cambieresti?” i bambini, per la gran parte, rispondono nulla. Come conferma un alunno di prima “vista la situazione, è il meglio” e poi, testimonia un bambino di terza, “i compiti non sono tantissimi”.

Dal canto loro, i genitori apprezzano la grande disponibilità e l’impegno dei docenti, il fatto che i propri figli sono occupati per diverse ore al giorno e che acquisiscono autonomia attraverso la didattica a distanza, dovendo collaborare e un po’ autogestirsi nell’organizzazione del lavoro. Certo, le difficoltà non mancano e sono anche rilevate dal questionario per i genitori, che raccontano dei cali di motivazione dei figli o dell’assenza di contatto umano; ma una mamma, nonostante tutto, ringrazia gli insegnanti per quanto stanno facendo in termini didattici e perché non hanno lasciato soli i bambini.