La scuola non si ferma - Buone pratiche

Secondaria I° Grado – Maria Ausiliatrice – Via Dalmazia – Roma


La didattica online alla scuola di 1° Grado Maria Ausiliatrice di Roma

Il Coordinatore alle Attività Educative e Didattiche della scuola Secondaria di 1° Grado “Maria Ausiliatrice” di Roma via Dalmazia, prof. Aldo Antolini, racconta la risposta della sua scuola alla nuova sfida della didattica a distanza e spiega come l’innovazione nasca dalla motivazione dei docenti alla collaborazione e all’aggiornamento e da percorsi su cui la scuola, assieme agli altri gradi scolastici dello stesso Istituto, lavora da tempo.

STRUMENTI

La scuola si avvale del Registro Elettronico “Classeviva – Spaggiari”, che funziona bene come piattaforma di caricamento dei materiali e condivisione di comunicazioni con studenti e famiglie. Da subito, 5 marzo 2020, la didattica è proseguita a distanza con questo strumento, seguendo d’altronde una modalità già sistematicamente utilizzata dalla gran parte dei docenti. Al profilarsi dell’emergenza abbiamo seguito le seguenti fasi di azione:

  1. Avvio della didattica a distanza, ma non in diretta streaming, con iniziale presenza alternata dei docenti a scuola.
  2. Contemporaneamente a quanto sopra si è impegnata una settimana di studio e sperimentazione per la scelta della piattaforma condivisa dalla scuola media: si è scelta la piattaforma Weschool per la condivisione dei materiali e il lavoro online. La piattaforma consente la diretta streaming su piattaforma Jitsi Meet. Inoltre le famiglie sono state preparate ad aiutare i ragazzi ad utilizzare la suddetta piattaforma come anche Zoom e Gotomeeting. Il funzionamento di Weschool permette di attivare video da più piattaforme, con condivisone del link video, rimanendo nella stessa aula virtuale e i ragazzi, guidati dai loro docenti, hanno imparato a “muoversi” con disinvoltura.
  3. Dal 16 marzo sono partite le lezioni in diretta streaming e durante la presente settimana si è ripresa con sistematicità anche la valutazione degli apprendimenti.

DOCENTI

Il primo consiglio è stato quello di coltivare la curiosità, cercare di essere vicini ai propri studenti nel gusto per la novità e per la sperimentazione di migliori modalità nella comunicazione e condivisione dei contenuti.

L’aiuto che i docenti hanno ricevuto si articola su due piani temporali: quello dell’immediatezza e quello di un tempo più lungo. L’aiuto ai docenti sul primo piano temporale si è realizzato con la pubblicazione di linee guida da parte del Coordinatore e con il supporto graduale degli animatori digitali. Certo è decisiva la qualità delle relazioni collaborative nel gruppo docenti, e questo nel nostro caso si è realizzato anche perché il clima di famiglia era preesistente all’emergenza. Sul piano temporale più lungo, la scuola sta formandosi da tre anni sull’innovazione didattica: assieme ai docenti del Liceo e della Primaria abbiamo studiato le scuole finlandesi andando sul posto grazie al programma Erasmus Plus e da un anno sono stati introdotti i tablet come quotidiano strumento didattico. La scuola ha istituito le figure degli animatori digitali e da sei mesi si sta seguendo un percorso di formazione docenti sulla didattica digitale: insomma i docenti si sono trovati a realizzare un grande e imprevisto compito di realtà per la loro formazione digitale.

PROGRAMMAZIONE

Il Coordinatore ha accompagnato il collegio docenti in un lavoro di rimodulazione dell’orario, tutti i giorni in streaming dalle 8,30 alle 12,45, con intervallo dalle 10,15 alle 10,30. Il tempo restante fra le 12,45 e il vecchio orario d’uscita (14,10) è dedicato a scambio di materiali online, attività di approfondimento a gruppi più piccoli, come ad esempio il tutoraggio per la preparazione degli esami di 1° Ciclo e il Corso di Latino. Ogni mattinata scolastica inizia con il buongiorno online del Coordinatore e della Coordinatrice per l’educazione alla fede, come da autentica tradizione salesiana, poi la mattinata procede con l’organizzazione descritta e anche le attività di consulenza psicopedagogica sono state riprese con modalità a distanza. I corsi di lingua pomeridiani sono ripartiti con lo stesso orario nel pomeriggio.

PUNTI DI FORZA E CRITICITÀ

Come già accennato, la scuola ha potuto compiere un balzo nella didattica digitale preparato da anni di cammino, ma rispetto al quale in passato si è spesso esitato per vari timori: fare questo balzo ci ha permesso di far percepire grande prossimità ai nostri alunni e alle loro famiglie, che non di rado ringraziano e offrono riscontri incoraggianti.

I punti di maggiore debolezza si riscontrano nell’instabilità dell’infrastruttura esterna: i grandi fornitori della rete non erano pronti per sostenere un volume di connessioni come quello ora necessario; inoltre non è ancora chiaro in che misura i proprietari delle migliori piattaforme, quasi tutte a pagamento, intendano o meno renderle accessibili gratuitamente per le scuole.

Dal punto di vista umano è indubbio che si percepisca comunque la mancanza di quell’immediatezza empatica che solo la didattica in presenza può dare.

ESPERTI A SUPPORTO DELL’INIZIATIVA

Sì, la scuola ha un contratto in essere con un’azienda specializzata per la manutenzione dell’infrastruttura interna della propria rete internet; inoltre stiamo collaborando con un’equipe di formatori esperti in didattica digitale: da loro ci siamo fatti aiutare per la scelta e la messa a punto delle piattaforme su cui lavorare.

STUDENTI

La didattica a distanza sta avendo buon successo in termini di partecipazione, apprezzamento di famiglie e studenti. Questo avviene perché si tratta di una condizione che nasce da un cammino avviatosi da tempo nell’intero Istituto.

INTERVISTA A QUATTRO VOCI

Abbiamo chiesto a quattro alunni del secondo anno della nostra scuola media quale sia l’opinione che si stanno facendo dell’esperienza presente di scuola a distanza. Ecco le loro risposte e i loro racconti.

 

Ti piace la modalità didattica online? Che differenze rilevi rispetto a quella in presenza?

Matteo
Si, questa nuova modalità di scuola online devo dire che mi appassiona veramente tanto essendo amante della tecnologia ed essendo nato in un periodo in cui essa è essenziale. Le differenze tra la scuola virtuale e quella in presenza sono veramente tante: come ad esempio il fatto che purtroppo puoi vederti con i tuoi compagni e Professori solo attraverso uno schermo e non dal vivo, ma la cosa veramente comoda è il fatto che stai a casa tranquillo e sereno senza la preoccupazione di doversi svegliare presto il giorno dopo, perché devi andare a scuola, anche se devo dire che a me alla fine piace andare a scuola.

Flaminia
Penso che la modalità didattica online sia una buona idea per far mantenere in contatto ragazzi e professori e per non perdere nessuna lezione soprattutto in questo brutto momento. Ci sono molte differenze rispetto a quella in presenza: i ragazzi possono mettere l’opzione muto per ascoltare le lezioni (cosa che tutti i professori avrebbero sognato nelle lezioni in presenza) si può disattivare la fotocamera, si può condividere lo schermo…. Qualche volta non si vede più l’immagine del professore e la sua voce si sente solto in certi momenti per problemi di connessione, cosa che in classe è impossibile che succeda. Tuttavia mi sto trovando bene con la modalità didattica anche con questi piccoli problemi. Virtuali o no l’importante è ascoltare le lezioni e parteciparvi attivamente.

Nicolò
Si, la didattica online mi piace abbastanza, ma preferisco comunque frequentare normalmente la scuola soprattutto perché posso vedere ed interagire con i miei Professori ed i miei compagni di classe in maniera più agevole e diretta. Secondo me, infatti, si segue molto meglio la lezione in classe che dal computer, anche i frequenti problemi di connessione.

Maia
Personalmente, a me piace molto la didattica online. Sicuramente è più comoda perché non hai il pensiero di svegliarti presto la mattina, più facile perché con un click accedi alla lezione e più veloce perché hai tutti i materiali online e ti basta aprire il registro per sapere i compiti però, in fin dei conti, non c’è lo stesso spirito e clima amichevole che c’è in classe.

Come giudichi il tuo apprendimento attraverso la rete?

Matteo
Beh, sicuramente come dicevo prima è bello fare scuola da casa, ma bisogna stare molto attenti, perché ci sono tante distrazioni e quindi bisogna cercare di evitarle il più possibile, ma a parte questo devo dire che il mio apprendimento attraverso la rete è ottimo e mi trovo molto bene.

Flaminia
Mi sembra che il mio apprendimento rimanga come quello in classe. Riesco a seguire agevolmente e se qualche volta si blocca l’applicazione, c’è sempre un professore disponibile a rispiegarmi che cosa aveva detto in quel momento.

Nicolò
Anche se abbiamo iniziato da pochi giorni questa modalità di lezione, trovo che sia una modalità valida con cui il mio modo di apprendere non si impoverisce, ma questo potrebbe non essere la stessa cosa per tutti, perché ognuno, a distanza, è soggetto a più distrazioni ed a questo punto entra anche in gioco il proprio livello di attenzione.

Maia
Il mio giudizio riguardo l’apprendimento è molto positivo perché non trovo difficoltà nell’utilizzo delle piattaforme e riesco a seguire bene le lezioni anche se, per colpa delle normali distrazioni (elettrodomestici, vociare dei genitori in smartworking …), siamo messi a dura prova tutti.

Cosa vorresti cambiare di questa esperienza e cosa tenere?

Matteo
Di questa esperienza vorrei tanto tenere lo sforzo e l’impegno che stanno mettendo i Professori, dato che anche per loro è una nuova modalità di didattica, ma la cosa che vorrei cambiare è quella che… sì, è bello fare scuola online, ma io sinceramente amo e amerò PER SEMPRE la scuola dove puoi abbracciare le persone realmente e non in modo virtuale e dove puoi e potrai conoscere degli amici veri che in futuro costruiranno i tuoi ricordi più belli della vita e saranno quelli di cui tu non ti dimenticherai mai per sempre.

Flaminia
Mi sembra che l’esperienza sia del tutto positiva: nonostante questa situazione particolare, mi sto trovando molto bene. Certo preferirei confrontarmi con i problemi della “vera scuola” di tutti i giorni piuttosto che con problemi come la scelta della piattaforma migliore.

Nicolò
Di sicuro vorrei tenere le varie opzioni molto utili di Weschool, come ad esempio la BOARD, dove i professori possono caricare materiale didattico e dove noi possiamo allegare i file dei nostri elaborati e l’opzione TEST, dove possiamo svolgere online gli esercizi che i professori caricano. L’unica cosa che vorrei funzionasse meglio è la connessione che, anche se molto migliorata rispetto ai primi giorni, rimane il problema più importante.

Maia
Di questa esperienza vorrei continuare, in futuro, con gli esercizi online che comunque mi hanno aiutato a capire meglio un argomento che magari ho ritenuto difficile in passato e mi piacerebbe tenere il bellissimo clima che si è instaurato tra di noi partendo dalle piccole cose come, per esempio, chiamare un compagno che ha problemi di connessione e fargli seguire la lezione. Di questa esperienza vorrei cambiare l’inconveniente dei cali frequenti nella tenuta delle piattaforme, che a volte ci fanno interrompere le lezioni.

DOCENTI

Ecco narrata dai diretti interessati l’esperienza della didattica a distanza presso la scuola Secondaria di 1° Grado “Maria Ausiliatrice” di Roma via Dalmazia. Sono l’insegnante di Tecnologia, prof. Matteo Pieretti, e l’insegnante di Religione e Animatore digitale, prof. Luigi Gentile.

Prof. Matteo Pieretti (Tecnologia).
Quali strumenti usa la scuola per la didattica online? Come li ha scelti?
Nel corso della prima settimana la scuola ha sperimentato diverse piattaforme online. In un primo momento ogni docente ha utilizzato strumenti digitali già in uso come ad esempio Spaggiari per poi utilizzarne altri, seguendo una linea comune. Il professore di tecnologia all’inizio ha utilizzato la piattaforma Wakelet per preparare lezioni subito disponibili agli studenti e per poter interagire sin dai primi giorni con loro, proponendo video, schemi, disegni. Lo strumento ha funzionato in maniera positiva, ma mancava il contatto diretto con gli alunni. Il professore ha iniziato quindi a testare la piattaforma WeSchool, strumento capace di proporre lezioni live e capace di condividere materiale didattico, esercizi come una classe reale. All’inizio del percorso di sperimentazione di WeSchool il programma ha dato nel primo periodo problemi legati probabilmente ai numerosi accessi per i quali il programma non era predisposto. In alternativa a questo, soprattutto nei momenti in cui il programma non dava segnali, ha pensato di utilizzare anche la piattaforma GoToMeeting.

Come si prepara una lezione online? Quali le strategie per coinvolgere e motivare gli studenti?
Una lezione online va preparata fornendo da subito agli studenti il materiale utile per poter lavorare nel miglior modo possibile durante la diretta live. A seconda se la lezione prevede teoria o pratica la giornata si sviluppa in questo modo:

  • lezione di teoria. Si predispone il materiale su Wakelet o in alternativa si utilizza il libro degli studenti in formato digitale, si inizia con un colloquio in cui il docente espone la lezione, finito il quale, si dà spazio a un breve periodo di domande poste dagli studenti. La terza fase prevede l’esercitazione con i ragazzi del materiale spiegato, nella piattaforma WeSchool si predispone all’interno della cartella test una piccola verifica con una tempistica prestabilita o in alternativa si fanno delle domande ad alcuni studenti live.
  • Lezione di pratica. Il docente inquadra il suo tavolo da disegno. Ogni studente deve predisporre il proprio tavolo di lavoro inquadrando se possibile il foglio da disegno. Il docente comincia la spiegazione e ogni alunno deve seguire passo passo la costruzione della tavola replicando nel suo foglio il disegno come se fosse in una classe reale. Al termine la maggior parte degli studenti deve esibire la tavola tramite la propria webcam per una prima valutazione da parte del docente.

In che modo sono stati aiutati i docenti? Hai consigli da dare loro?
Ogni studente viene motivato utilizzando strategie che esaltano la sua capacità nel seguire la lezione. Ogni docente, soprattutto quelli in difficoltà con queste moderne tecnologie, è stato aiutato dai colleghi, e in particolare dai docenti animatori digitali, con dei brevi approfondimenti live sull’utilizzo delle diverse piattaforme.

Come è stata riadattata la programmazione delle lezioni?
La programmazione delle lezioni è stata riadattata in base alla capacità di attenzione di ogni alunno su piattaforme online. Per provare a stendere un bilancio di questo primo periodo di didattica online definirei i così i punti di forza di quanto si sta realizzando:

  • ogni docente sarà in grado al termine di questo periodo di utilizzare queste piattaforme spendibili per una didattica virtuale successiva.
  • Il rapporto con gli alunni rimane intatto, i ragazzi sentono che la scuola è con loro e vuole supportarli.
  • I ragazzi non si sentono abbandonati.
  • La didattica può proseguire senza far perdere agli studenti nozioni fondamentali per la loro crescita.

Credo invece che gli elementi di maggiore criticità incontrati siano fondamentalmente due:

  • L’assenza di controllo di alunni con telecamere spente durante il live.
  • La mancanza di contatto personale più diretto con gli alunni con maggiori difficoltà.

Prof. LUIGI GENTILE (Religione, Animatore digitale)

Quali strumenti usa la scuola per la didattica online? Come li ha scelti?
La nostra scuola si è da subito attivata con la didattica online attraverso il registro elettronico Classeviva del gruppo Spaggiari. Sono stati caricati materiali video e schede di approfondimento per aiutare gli studenti, dando loro la possibilità di restituire i compiti svolti caricandoli sul registro. Intanto per una settimana intera tutto il collegio docenti si è formato sull’utilizzo della piattaforma didattica Weschool. Così si è passati alla didattica online con le lezioni in aule virtuali. La piattaforma Weschool ci ha permesso di essere in contatto con gli studenti. Infatti prima di tutto permette una navigazione sicura, è chiusa ai soli iscritti. Ogni studente che si registra ha dovuto richiedere un’autorizzazione automatica ai genitori. Questo ha permesso di coinvolgere le famiglie e di rassicurarle. Nella piattaforma, che è accreditata dal Ministero, ogni insegnante ha creato il proprio gruppo classe, invitando gli studenti ad entrare con un codice. In ogni classe è possibile avere una bacheca in cui mandare dei messaggi agli studenti, e quindi anche dei feedback sui compiti svolti; una chat in cui mandare e ricevere dei messaggi personali; una sezione in cui in maniera ordinata poter inserire i materiali divisi per argomenti, allegando qualsiasi documento da diverse applicazioni in maniera semplice; una sezione dedicata agli esercizi con possibilità di correzione automatica; una sezione per vedere chi ha preso nota dei materiali; e poi una sezione per attivare le videochiamate così da poter fare le lezioni in diretta collegandosi alla piattaforma Jitsi Meet. Tutti i docenti hanno anche creato una sala docenti virtuale in cui incontrarsi, scambiarsi materiale e impressioni. La piattaforma è stata scelta perché già conosciuta dalla scuola come metodo per svolgere le lezioni in modalità Flipped. È stata testata prima dai docenti e poi messa a disposizione dei ragazzi. Naturalmente è stato previsto un piano alternativo nel caso la piattaforma non reggesse, infatti sono state sperimentate ed utilizzate in alternativa anche GoToMeeting e Zoom.

Come si prepara una lezione online? Quali le strategie per coinvolgere e motivare gli studenti?
Una lezione online si prepara con carta e penna, nel senso che bisogna prima di tutto scrivere degli appunti su cosa l’insegnante vuole che gli alunni apprendano, poi si scrivono gli argomenti e le modalità. Infine si cercano i materiali online da caricare in piattaforma. Bisogna scrivere una vera e propria scaletta della lezione. Le strategie di coinvolgimento sono quelle tipiche di una lezione come domande e risposte (fatte anche con brevi test online) esercizi, brevi video, commenti da chiedere ai ragazzi (che possono anche scrivere e inviare). Inoltre lo stesso uso degli strumenti tecnologici è molto stimolante di per se, almeno per gli studenti della scuola media.

In che modo sono stati aiutati i docenti? Hai consigli da dare loro?
I docenti si sono aiutati a vicenda mettendo insieme i talenti e la professionalità di ciascuno, davvero condividendo buone pratiche. L’unico consiglio è quello di avere pazienza e non pretendere di imparare tutto subito, ma sulla pazienza gli insegnanti sono esperti. 

Come è stata riadattata la programmazione delle lezioni?
Siamo in fase di riadattamento, cioè sicuramente si è data precedenza alle relazioni con i ragazzi, e poi sono stati scelti i nuclei fondamentali. È un processo continuo e “in progress”.