La scuola non si ferma - Storie dalle scuole

Istituto Scolastico Santa Maria della Pieve – Castelfranco Veneto (TV)


L’Istituto Scolastico Santa Maria della Pieve ha iniziato a parlare di didattica online già dall’inizio dell’anno scolastico 2019 – 2020.


Formazione

Il nostro nuovo insegnante di informatica ha creato con Google Classroom un gruppo per ciascuna classe (abbiamo una sezione di scuola primaria e una di scuola secondaria), insegnando man mano a tutti gli allievi le basi per la didattica a distanza, inizialmente per la sola materia di informatica.

Ad ottobre è stato organizzato un corso per tutti gli insegnanti, che hanno quindi appreso l’uso della piattaforma, utilizzandola prevalentemente per la condivisione dei materiali. Con l’emergenza Coronavirus abbiamo immediatamente organizzato altri due corsi, sempre tenuti dal nostro esperto informatico, uno per la scuola primaria e uno per la scuola secondaria, per mettere in chiaro tutte le potenzialità della piattaforma e per condividere le modalità di utilizzo in questa circostanza straordinaria. Nel frattempo tutte le classi, a partire dalla prima primaria, erano già state abituate dall’insegnante di informatica alla didattica online della sua materia, quindi per gli alunni la didattica online non è stata una novità assoluta.

Ciascun insegnante, poi, ha usato per la propria materia altri strumenti a seconda delle esigenze: Obs studio, Microsoft Teams, Flashback Express recorder, programmi di disegno e grafica digitale – Autocad, Sketchup per la preparazione di video guida su solidi tridimensionali, Photoshop per la correzione su layer a colori dei disegni tecnici e le revisioni in diretta, QuickTime Player, Bandicam e altri.

LEZIONI ONLINE – STRATEGIE PER COINVOLGERE E MOTIVARE GLI STUDENTI

Per preparare una lezione online è richiesto sicuramente più tempo rispetto ad una lezione tradizionale: si comincia costruendo il powerpoint dell’argomento e poi si registra la spiegazione a voce; si danno indicazioni sulle pagine del libro, si fornisce materiale in pdf o link a video di approfondimento e si utilizzano le funzionalità di Classroom per preparare questionari e compiti.

Scuola Secondaria di I Grado

Per quanto riguarda, ad esempio, arte e tecnologia, si parte dal libro e si integra la rassegna di immagini e casi studio, organizzando riferimenti trasversali nel mondo dell’arte, spaziando fino al contemporaneo, affrontando gli argomenti di lezione con applicazioni pratiche e casi studio che possano suscitare la loro curiosità e la loro voglia di guardare al territorio in cui vivono con occhi diversi e più consapevoli.

Durante le video lezioni, i ragazzi chiedono delucidazioni, intervengono, pongono domande e sono sempre molto coinvolti, nonostante l’interporsi dello strumento informatico.

Scuola Primaria

Per quanto riguarda le prime classi della scuola primaria, la video lezione è usata anche per leggere ai bambini dei brevi libretti o delle fiabe e per suscitare poi le loro domande, come durante una lezione tradizionale: anche questo serve per mantenere la fisionomia della classe, sia pure a distanza.

Il primo giorno di chiusura delle scuole, poi, la Preside, tramite la mailing list dei genitori della scuola, ha inviato un messaggio a tutti gli alunni, assegnando loro il “Compito della Preside”: ciascun alunno avrebbe dovuto leggere un libro ed inviare alla Preside un pensiero su di esso. Bambini e ragazzi hanno risposto con entusiasmo e, dato il prolungarsi della chiusura, stanno ancora continuando a leggere libri (per qualcuno è il terzo o il quarto) e a inviare messaggi e disegni a volte molto commoventi: la Preside risponde a tutti, cercando di instaurare un dialogo avente come oggetto il “pensiero” sul libro, ma come obiettivo il mantenimento dei rapporti esistenti nella comunità scolastica reale.

DOCENTI

I docenti hanno partecipato a corsi di formazione sull’uso di Google Classroom all’inizio dell’anno scolastico e all’inizio del periodo di sospensione delle lezioni.

Il docente di informatica si è dimostrato reperibile e disponibile a chiarimenti su specificità delle piattaforme anche in chat Classroom e telefonicamente, suggerendo eventuali alternative in caso di problemi).

Data la novità delle videolezioni e la scarsa dimestichezza con la piattaforma, all’inizio il tempo necessario alla preparazione di una singola lezione può apparire sproporzionato: è importante non perdersi d’animo ed evitare una programmazione troppo ricca, anche perché anche gli alunni devono impratichirsi degli strumenti.

È quindi necessario riadattare la programmazione proponendo non più di un contenuto nuovo per materia alla settimana, dando spazio anche al consolidamento e all’approfondimento di argomenti già svolti.

STUDENTI

Agli studenti, oltre alle video lezioni registrate, è stato dato uno spazio online in video conferenza per riprendere gli argomenti trattati durante la settimana e porre domande o chiarire dubbi.

Sono state offerte revisioni ad hoc per gli studenti che necessitavano di riprendere concetti o procedimenti, offrendo – anche singolarmente, via mail o Classroom – revisioni personali del loro lavoro.

Particolare attenzione è stata riservata agli alunni BES non certificati e agli alunni con PDP o PEI, ai quali sono stati assegnati lavori (e correzioni) personalizzati, con chiarimenti là dove necessario, in collaborazione con gli insegnanti di sostegno e/o con gli insegnanti che li seguono a casa per iniziativa della famiglia.

Agli studenti è stato dato riscontro per tutti gli esercizi assegnati, anche individualmente.

La correzione si è svolta per lo più come autocorrezione fatta ancora con videolezioni e documenti dove caricare i punteggi. Il collegio docenti deve ancora definire, in funzione del protrarsi della chiusura delle scuole e dell’esperienza maturata in queste prime settimane di lezioni online, criteri di valutazione validi per tutti.

ESPERTI

Si, l’insegnante di informatica, che continua ad essere un valido supporto dei colleghi per qualsiasi problema o difficoltà.

Ci è stata di aiuto la nostra offerta formativa, che prevede un’ora di informatica in laboratorio dalla prima primaria alla terza secondaria, per cui abbiamo assunto un docente laureato in informatica che copre tutte le otto classi.

PUNTI DI FORZA E CRITICITÀ

L’uso degli strumenti informatici è di per sé motivante e accattivante per gli studenti, tuttavia vengono penalizzate le attività di gruppo che si possono svolgere in classe ed è difficile valutare immediatamente il feedback degli alunni e il livello di apprendimento della materia.

Il punto di forza più significativo è la responsabilizzazione di ciascuno studente nei confronti dell’apprendimento, per quanto a distanza.

Il punto di debolezza è noto – la mancanza della dimensione sociale e relazionale che rientra nell’ambito delle competenze che la scuola è la sede più opportuna per sviluppare.

Per la fascia d’età della Primaria si somma anche la difficoltà di accedere allo strumento di lavoro in modo autonomo e la necessità del controllo e della guida di un adulto. È presente anche in alcuni casi la mancanza del computer (si usano il cellulare o il tablet, con ovvie difficoltà) o la presenza di un solo strumento e più persone in casa a doverlo usare, magari i genitori che per lavoro richiedono, giustamente, la precedenza; in alcuni casi manca la stampante per gli eventuali .pdf o altri documenti.

Con i piccoli della primaria, che non hanno ancora un metodo di lavoro consolidato, a volte la spiegazione scritta o registrata non viene totalmente compresa, mentre durante il lavoro in presenza questo problema non sussiste, poiché l’insegnante ha la possibilità di spiegare la consegna e le varie fasi dell’attività più volte e con varie modalità.

Altra criticità è il fatto che gli alunni tendono a perdere di vista i limiti “sociali” di interazione, ovvero scrivono commenti su classroom o email a cui chiedono una risposta anche ad ore tarde della sera o la domenica e devono essere ricondotti al rispetto della sfera privata degli insegnanti.

È molto importante infatti che gli insegnanti stabiliscano degli orari precisi entro i quali gli alunni li possano contattare: lo spazio personale del docente (orario serale, riposo domenicale) deve essere rispettato. È facile, altrimenti che l’insegnante non “stacchi” mai, rischiando il burnout (teniamo conto anche dello stress dovuto all’emergenza, alla continua presenza in casa di eventuali figli piccoli, parenti anziani, ecc …)

CONCLUSIONI

Quando usciremo da questo periodo di forzata chiusura delle scuole (nessuno si azzardi a parlare di “inattività scolastica”, perché il lavoro per il personale docente è decisamente aumentato!) dovremo fare i conti con una realtà scolastica diversa, ancora non sappiamo come, ma sicuramente diversa. La scuola avrà fatto un balzo in avanti nell’uso delle nuove tecnologie, che evidentemente erano già a disposizione quasi dovunque, ma per qualche strano motivo, o semplicemente per inerzia o per diffidenza di fronte alle novità, stentavano a decollare.

Gli insegnanti avranno delle nuove competenze, così come gli alunni, che saranno “indietro con il programma” (mi si passi questa brutta e ormai desueta espressione) ma avranno acquisito competenze in informatica, in autonomia di studio e di organizzazione, e sapranno gestire la propria emotività in maniera più razionale. Saranno “più grandi”, perché non avranno perduto queste settimane trascorse lontano dai banchi, ma le avranno impiegate per crescere in maniera diversa. E lo stesso vale per tutti noi.  Andrà tutto bene!

prof.ssa Maria Cristina Morandini – Preside