La scuola non si ferma - Interviste alla Presidente

Virginia Kaladich a Adnkronos: “Garantire la sicurezza dei trasporti o tutti gli sforzi per mettere in sicurezza le scuole per arginare i rischi di contagio saranno vani”


21 aprile 2021 – Adnkronos

Garantire la sicurezza dei trasporti o tutti gli sforzi per mettere in sicurezza le scuole per arginare i rischi di contagio da Covid rischiano di essere vanificati. L’appello arriva dalla presidente nazionale della Fidae, la federazione che raggruppa le scuole cattoliche, Virginia Kaladich, alla vigilia della riapertura delle scuole prevista per il 26 aprile anche se non a pieno regime. “Naturalmente – osserva la presidente all’Adnkronos – è giusto che dove si possa riaprire in sicurezza venga riaperto, noi, come Fidae, è dall’estate scorsa che ci siamo preparati e che abbiamo realizzato un percorso di formazione in sicurezza anti covid per il personale scolastico e i docenti e poi abbiamo rivisto, in alcuni casi con molta fatica, tutti gli ambienti delle nostre scuole per potere garantire il massimo della sicurezza”.

La presidente Fidae degli istituti cattolici pone l’attenzione sul nodo trasporti: “Purtroppo in questi casi conta anche il contesto perché tutto il territorio dovrebbe avere un’organizzazione specifica. MI riferisco in particolar modo ai trasporti, visto che riapriranno molte scuole secondarie e devo dire che in tante realtà magari le scuole sono in sicurezza ma il sistema dei trasporti non è adeguato alle nuove norme anti contagio e quindi si rischia di vanificare ogni sforzo”.

Ad ogni modo, annota Kaladich, “siamo certamente soddisfatti della riaperture perché la scuola in presenza non è sostituibile anche se come scuole paritarie abbiamo fatto sicuramente un grande lavoro sia rispetto alla Dad che rispetto alla didattica mista. Noi ci siamo impegnati ad andare oltre lo schermo e a non vedere la Dad come una semplice erogazione di un servizio dovuto ma l’opportunità di instaurare anche una relazione, perché è la relazione che i ragazzi cercano ed è quella che conta nel rapporto tra insegnanti e alunni. Certo chi ha deciso di bendare i ragazzi per interrogarli di questa relazione non sa nulla. Chiaramente non possiamo dire che la Dad sostituisce la didattica in presenza ma noi, finita la pandemia, cosa ci porteremo a casa? Secondo me una modalità in più, un’opportunità in più di fare lezione, qualcosa che comunque è nuovo e innovativo e che in certi casi può essere usato per variare e implementare le lezioni in presenza”.