Docete numero 36 – settembre – ottobre 2023

28 Settembre 2023

Le parole d’ordine del nuovo anno scolastico

Editoriale di Virginia Kaladich
Presidente Fidae

“Questa è la scuola… per un umanesimo cristiano che pienamente ci coinvolge e ci meritiamo”. Ecco lo slogan del Manifesto FIDAE 2023-2024 che ci accompagnerà in questo anno scolastico.
Oltre al costante impegno di interlocuzione con il governo e un lavoro sinergico con il Consiglio Nazionale della Scuola Cattolica della CeI, perché in Italia si attui la vera libertà di scelta educativa, ci impegniamo a costruire il villaggio globale educante capace di intessere reti e patti educativi con il territorio.
Ci lasciamo condurre dalle sollecitazioni che il Cardinal Zuppi ci ha proposto nell’incontro dell’8 settembre 2023: focalizzarci sull’incanto, la passione educativa e l’educare allo stupore e alla meraviglia, già presenti nella realtà e in ciò che ci circonda attraverso le discipline scolastiche, l’educazione formale e le attività extrascolastiche.
In questo contesto si inserisce il ruolo del docente e la capacità che deve avere di trasmettere, contagiare e affascinare. Pertanto, le proposte formative per quest’anno scolastico si focalizzeranno, principalmente, su tre aspetti:
• l’incanto presente nella realtà;
• il docente che meritano i nostri ragazzi;
• il villaggio globale educativo.
Queste le linee programmatiche degli eventi FIDAE 2023, che si svolgeranno a Roma dal 22 al 24 novembre 2023 e che sono racchiusi nel titolo “Quale incanto per il villaggio globale dell’educazione?”.
Attendiamo tutti i nostri lettori e coloro che lavorano, a vario titolo, nelle scuole cattoliche.

Duc in altum!


Due occasioni per prendersi cura

Editoriale di Gianni Epifani
Direttore Responsabile

Sono tante le novità in cantiere per questo anno scolastico appena iniziato.
Due, in particolare, trovo interessanti: l’orientamento e le modifiche alla disciplina che regola le sanzioni disciplinari per alunni e studenti.
Sull’importanza del primo non serve dilungarsi. Un buon orientamento è un dovere nei confronti dei discenti e anche della società. È un investimento in termini di capitale umano e di crescita economica futura ed è moralmente ineludibile nei confronti degli allievi, perché tutti hanno diritto di fare le scelte più adatte alle personali inclinazioni e di percorrere la propria strada, con serenità e in modo profittevole. Questo vuol dire prendersi curadi loro.
Per quanto riguarda le sanzioni disciplinari, la riforma in corso (al momento è un disegno di legge) valorizza, puntualizza e concretizza una previsione già contenuta nello Statuto delle studentesse e degli studenti, anche se poco attuata (offrire sempre la possibilità di attività alternative alla sanzione in favore della comunità scolastica). La sospensione con obbligo di stare a scuola e le attività di “cittadinanza solidale” sono certamente più educative dell’allontanamento dalla comunità scolastica in sens ostretto, che non rafforza il senso di responsabilità dell’alunno/studente e non tende alla sua maturazione e al suo recupero. Anche questo è un gesto di cura, un atto di amore nei confronti dei ragazzi. «Il potere è di due specie – diceva Gandhi –. Un tipo si fonda sulla paura della punizione e l’altro sulle arti dell’amore. Il potere basato sull’amore è mille volte più efficace e permanente di quello derivato dalla paura della punizione».


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